CHIETI – Un’inchiesta a carico di ignoti con l’ipotesi di incendio doloso è stata aperta dal sostituto procuratore della Repubblica di Chieti Giuseppe Falasca per risalire ai responsabili del rogo che, nella notte fra il 27 e il 28 giugno, ha distrutto una discarica abusiva nella quale erano stoccate da anni tonnellate di rifiuti speciali e pericolosi.
Il rogo si è sviluppato su una zona collinare che ricade nel territorio del Comune di Chieti, al confine con il territorio del Comune di Bucchianico, e che si affaccia lungo il primo tratto della strada provinciale che collega Chieti e Casalincontrada, strada che in quel tratto, per circa un chilometro e mezzo, è chiuso al traffico a causa di una frana.
Sul posto sono ancora attivi nelle operazioni di spegnimento i Vigili del fuoco di Chieti che si avvalgono di un elicottero, viste le difficoltà a raggiungere l’area teatro del rogo dal quale si leva ancora del fumo bianco.
Nella tarda mattinata il sindaco di Chieti, Umberto Di Primio, ha convocato una riunione in Comune alla quale hanno preso parte anche i sindaci di Bucchianico, Gianluca De Leonardis, e di Casalincontrada, Vincenzo Mammarella, e in collegamento telefonico quello di Manoppello (Pescara), Gennaro Matarazzo, oltre alla Asl, alla Prefettura e a ai dirigenti del Comune teatino.
Di Primio è rimasto in contatto costante con l’Arta, i cui tecnici hanno eseguito diversi prelievi sul posto dell’incendio e stanno ancora lavorando con l’impiego di una centralina di rilevamento.
TEMPI LUNGHI PER I DATI CERTI SULLA DIOSSINA
Dall’Arta non sono state diffuse notizie in via ufficiale. Secondo quanto ha appreso il primo cittadino di Chieti “la combustione avrebbe prodotto benzene, etilebenzene, stirene, toluene e idrocarburi policiclici aromatici” mentre “sarebbe da escludere la presenza di diossina”.
Per sapere se si è sprigionata diossina al suolo, comunque, bisognerà attendere tempi più lunghi, quando arriveranno le analisi delle sostanze prese dal terreno.
Per quanto riguarda l’aria, invece, le sostanze sono state trasportate in alto dalla colonna di fuoco e fumo dell’incendio.
Al momento, comunque, i dati Arta, confermati dal funzionario Roberto Cocco, fanno presupporre che la prima ordinanza precauzionale emessa dal sindaco di Chieti Umberto Di Primio possa ancora restare in vigore.
LE ORDINANZE
A tutt’ora, dunque, resta in vigore l’ordinanza sindacale, adottata anche dal Comune di Bucchianico e diffusa già nella serata di ieri, che riguarda la popolazione residente nel raggio di mille metri dall’area interessata dall’incendio.
I quattro Comuni nella notte del rogo hanno emesso una ordinanza simile nei contenuti, diversa solo nel raggio di azione, più ampio per Bucchianico la cui zona di urbanizzazione era più vicina alla discarica, tanto è vero che il sindaco De Leonardis ha deciso anche di chiudere l’asilo di Colle Marcone.
Per quanto riguarda Chieti, la prima ordinanza del sindaco Di Primio ha invitato i residenti nel raggio di mille dall’area interessata dall’incendio ad adottare “qualsiasi accorgimento (chiusura porte e finestre, allontanamento temporaneo dalla zona, eventualmente anche l’uso di apposite mascherine per la necessaria permanenza in luogo aperto nelle immediate vicinanze del focolaio) affinché i fumi non entrino negli edifici eventualmente esposti a vento provenienti nell’area dell’incendio sino al completo spegnimento dei focolai presenti”.
L’ordinanza continua con il divieto di consumare frutta e verdura cresciuta nell’area, prodotti che è possibile consumare solo dietro accurato lavaggio, l’ordine è anche di mantenere al chiuso gli animali da cortile.
Il problema, ora, è capire se ci sarà una ricaduta al suolo delle sostanze bruciate, in quale misura e su quali territori. Ma questo sarà un problema che potrà essere inquadrato solo nei prossimi giorni. Arianna Iannotti




