I veleni e gli inquinanti dell’incendio della Mag.ma spa di Chieti Scalo sono per fortuna sotto la soglia di sicurezza. Ma lo stesso non si può dire delle scorie politiche, tra il direttore generale della Asl Chieti, Thomas Schael, e il sindaco di Chieti Diego Ferrara. All’origine dell’alterco una lettera inviata da Schael al prefetto in cui si lamentava la poca prontezza delle comunicazioni del primo cittadino nel corso dell’emergenza, e di essere stato avvertito soolo dopo molte ore Schael e ha contestato l’ordinanza emessa dal Comune di Chieti, che vietava l’uso dei condizionatori d’aria e richiedeva la sostituzione dei filtri, criticando il fatto che tale disposizione non sia stata concordata con la ASL o altre autorità competenti.
Dopo la sdegnata replica, Ferrara ha fatto seguire oggi una lettera indirizzata al direttore generale dall’avvocato Federico Gallucci in cui si contesta “vigorosamente il contenuto” della lettera di Schael, “siccome frutto di una ricostruzione dei fatti evidentemente distorta al solo ed esclusivo fine di sollevare censure nei riguardi dello stesso”.
“Difatti, come è a tutti ben noto, il dottor Ferrara, nella spiegata qualità, non appena avvertito del pauroso incendio sviluppatosi all’interno della ditta Magma, non ha indugiato nel recarsi, tempestivamente, sul teatro del sinistro, per ivi accertarsi della gravità dell’evento, delle sue eventuali ricadute potenzialmente dannose per la salute pubblica e per collaborare, per quanto di sua competenza, nell’ambito del coordinamento logistico delle forze di soccorso intervenute, il tutto non senza, nel contempo e nella concitazione generale, preoccuparsi anche di contattare, telefonicamente come è ovvio, gli altri soggetti istituzionalmente interessati alla gestione dell’emergenza, impegnandosi in tale attività sino a tarda notte. All’indomani, nelle primissime ore della mattinata, non appena recatosi nella casa comunale, il sindaco, nel pieno e legittimo esercizio delle sue facoltà e prerogative di legge, ha legittimamente, ed anzi doverosamente, formalizzato una serie di raccomandazioni di cautela e buon senso alla popolazione residente ed ha inteso ancor più segnatamente tutelare la incolumità di quella studentesca, decretando la chiusura delle scuole, utilizzando una “ordinanza sindacale contingibile ed urgente”, immediatamente notificata anche alla prefettura ed agli uffici della Asl, quale strumento emergenziale previsto dal Legislatore. Ancora successivamente, infine, il primo cittadino ha ritenuto di servirsi dello strumento dei social per notiziare la cittadinanza dello svilupparsi degli eventi, operando con estrema lucidità e senza creare panico od allarmismo ingiustificati”.
“Orbene -continua l’avvocato -, non v’è chi non vede come, alla luce di tale più corretta ricostruzione temporale degli accadimenti, appaiono del tutto pretestuose, ingenerose ed ingiustificate, oltre che inconferenti ed inopportune, le censure da Ella sollevate sulle modalità attraverso le quali il dottor Ferrara ha gestito la crisi, con particolare riferimento a quella, di più significativa rilevanza, giusta la quale lo stesso verrebbe finanche colpevolizzato … di aver cagionato non meglio precisati “ritardi operativi dell’azienda sanitaria impedendo alla stessa di collaborare con le altre istituzioni interessate dall’emergenza??!!…. E, cosa ancor più singolare, sempre il Sindaco viene censurato per non averLa informata per tempo dell’incendio, laddove non soltanto le fiamme e la colonna di fumo erano percepibili da ogni direzione, non soltanto su tutti i social giravano le immagini del disastro, ma erano presenti sul posto anche telecamere di tv nazionali, di talché soltanto chi in quelle ore si trovasse -sventuratamente- in eremitaggio non avrebbe potuto rendersi conto in autonomia di ciò che stava accadendo”.




