L’AQUILA – Ancora una giornata impegnativa per i vigili del fuoco della regione Abruzzo, che stanno lavorando con turni raddoppiati da settimane, cercando di spegnere i tanti incendi in atto nel territorio.
La situazione più grave, e ultima in ordine di tempo, si registra a Tagliacozzo (L’Aquila), dove intorno alle 15.30, da quanto appreso dal comando provinciale dei vigili del fuoco dell’Aquila, si è sviluppato un grosso incendio che minaccia le case, arrivato a lambire la zona dove si trova l’ospedale.
Sul posto oltre alle squadre di terra dei vigili del fuoco, anche un elicottero del comando provinciale di Pescara e volontari della Protezione civile.
Brucia ancora, incessantemente e senza sosta da ormai nove giorni, il monte Morrone, in pieno Parco nazionale della Maiella, mentre divampano le polemiche per i ritardi nell’arrivo dei mezzi e per la mancata prevenzione.
Sull’area solo ieri è entrato in azione il “super elicottero” Erickson invocato da giorni, che ha la capacità di sganciare 10mila litri d’acqua a viaggio e sono in arrivo due canadair dalla Francia.
I vigili del fuoco, sempre in provincia dell’Aquila, sono impegnati anche sulla collina di San Cosimo, a Prezza, dove secondo alcune fonti le fiamme sarebbero arrivate a lambire una vecchia polveriera militare, e a San Benedetto dei Marsi, Sante Marie e Marano dei Marsi, per roghi minori ma comunque impegnativi.
In Valle Peligna, intanto, ieri si sono aperti tre nuovi focolai di grandi dimensioni, nella fascia pedemontana che comprende i comuni di Prezza, Raiano e Cocullo, in quest’ultimo caso l’incendio si è scatenato da un autobus andato a fuoco sull’autostrada A25 e, oggi pomeriggio, alcuni focolai sono ripartiti nella zona interessata. Brucia ancora il bosco di Poggio Cinolfo, a Carsoli, dove i carabinieri-forestali hanno denunciato un anziano che, dando fuoco a delle sterpaglie dopo la ripulitura di un terreno, avrebbe provocato l’incendio.
In provincia di Teramo, vigili del fuoco impegnati, da ieri, nell’incendio di sterpaglie e boscaglia a Santo Stefano di Torricella Sicura, dove si stimano circa 16-17 ettari di bosco andati in fiamme.
Il rogo è arrivato quasi a lambire l’Ostello di Monte Fanum, dove è attualmente allestito un centro di accoglienza per migranti. Questa mattina, oltre alle squadre di terra, è stato necessario l’intervento di un canadair per aiutare nelle operazioni di spegnimento.
Sempre in provincia di Teramo, è ancora in atto l’incendio che ha insiste sull’area di Guazzano-Campli, in fiamme dal 26 agosto, territorio sotto controllo, confermano dal comando provinciale di Teramo dei vigili del fuoco, in cui si sta operando per bonificare la zona.
Fiamme anche a San Giovanni Teatino, in via Ponte Marino e a Bucchianico, entrambe le località della provincia di Chieti, dove i vigili del fuoco sono riusciti a domare le fiamme, divampate per cause ancora da accertare. Sono in corso le operazioni di bonifica dell’area.
Spenti, nel frattempo, i roghi che ieri hanno interessato la provincia di Pescara, nella frazione di Cervarano di Castiglione a Casauria, proprio al confine del territorio comunale di Torre de’ Passeri, a Spoltore, non lontano dall’autostrada A14, e nelle zone di Alanno e Collecorvino.
LE REAZIONI
INCENDI: MDP A GENTILONI, “IN ABRUZZO SERVE LO STATO DI CALAMITA’ NATURALE”
“Sono necessarie una presa di piena consapevolezza della gravità della situazione e azioni conseguenti: il riconoscimento dello stato di calamità naturale e un intervento massiccio e urgente di forze nazionali in grado di mettere fine all’emergenza”.
Sono queste le richieste al premier Paolo Gentiloni contenute in una lettera firmata dai capigruppo di Mdp Maria Cecilia Guerra, Francesco Laforgia e dall’eurodeputato Massimo Paolucci, nella quale si affronta l’emergenza incendi in Abruzzo. I tre parlamentari sottolineano che la grave vicenda abruzzese, “insieme ad altre recentemente avvenute nel Paese”, fa emergere “una più ampia criticità del sistema nazionale di Protezione civile, anche alla luce della scomparsa del Corpo Forestale dello Stato, sul tema incendi: errori di sottovalutazione, ritardi, mancato coordinamento e forti limiti operativi. Si tratta di gravi inefficienze che l’Italia non può continuare a subire”.
“Fin quando non saranno approntati importanti interventi di manutenzione costante del patrimonio boschivo, sistemi moderni di rilevazione degli incendi, cospicui investimenti in attrezzature e potenziati gli organici – si legge ancora nel testo della lettera a Gentiloni – saremo colpevolmente condannati a restare spettatori di questi drammatici disastri ambientali”.
Sul fronte del Morrone destano polemiche, intanto, le prese di posizione della senatrice del Partito democratico Stefania Pezzopane, che ha annunciato una interrogazione “per verificare anche se ci sono stati errori e mancanze nei primi giorni da parte dei dos locali e se ci sono responsabilità nella gestione di questi incendi”, e dell’assessore regionale alle Aree interne, Andrea Gerosolimo, che ha parlato di “un attacco senza precedenti ed è chiaramente un medesimo disegno criminoso”.
L’ambientalista Giovanni Cialone, della sezione aquilana di Italia Nostra ed ex assessore comunale, ha ricordato come “purtroppo i piromani ci soro sempre stati, come ci sono sempre stati i ladri. Per i secondi ci vuole una polizia efficiente mentre per gli incendi ci vuole previsione, prevenzione, ed adeguato intervento in emergenza. Tutte queste competenze sono in carico alla Regione con i suoi presidenti ed assessori, compreso quello alle aree interne. E vi siete dimostrati assolutamente incapaci, inadeguati ed impreparati”.
“Ricordo – ha aggiunto Cialone – che ad inizio estate la flotta aerea della Regione, a detta del suo presidente, era di un elicottero con secchione di stanza a Pescara (che è nota come area densamente boscata) più eventualmente un altro elicottero con secchione. La flotta aerea della Regione Sardegna è di 12 velivoli con un elicottero Puma che sgancia 7 mila litri più ritardante dislocate nelle aree più a rischio. Trovate le differenze”.
La guida di media montagna Ferdinando Lattanzi, ha invece posto l’accento sull’abolizione del Corpo Forestale: “Nel 2007 esattamente 10 anni fa l’Abruzzo bruciava come oggi ma allora c’era il Corpo Forestale dello Stato che con la sua capillarità riusciva a bloccare gli incendi sul nascere e quando questo non era possibile aveva il know how per affrontarli in modo efficiente”.
“Nell’incendio di San Giuliano di estensione molto minore di quello del Morrone – ha ricordato Lattanzi – intervennero conemporaneamente due elicotteri Erickson e tre canadair oltre alle squadre di terra, in quello quasi contemporaneo della Valle Subequana operarono due canadair fino a quando uno cadde tragicamente e ne morì il pilota”.
La senatrice di Sinistra italiana Loredana De Petris, intanto, ha annunciato la presentazione di un esposto alla magistratura parlando di “ritardi inspiegabili e intralci burocratici sommati all’irresponsabile scioglimento del Corpo Forestale”.





