”IN ABRUZZO L’AMBIENTE UCCISO DAL CEMENTO” ACERBO, ”CHI COSTRUISCE NON RISPETTA LE REGOLE”
di Giulia Di CesarePESCARA – “In Abruzzo dal punto di vista ambientale siamo malmessi”.
Ne è sicuro Maurizio Acerbo, ex consigliere regionale di Rifondazione comunista, da sempre molto attivo nel campo della tutela dell’ambiente.
Le parole di Acerbo arrivano nei giorni del dramma dell’alluvione a Genova e in altri posti della Liguria, qualcosa che in tutta Italia sta imponendo delle discussioni molto forti, specie sulla cura del territorio e sulle opere di prevenzione che si dovrebbero portare avanti per evitate il dissesto idrogeologico.
Un argomento, questo, che interessa da vicino anche l’Abruzzo, regione che presenta molte criticità ambientali e molti luoghi ad alto rischio idrogeologico.
“Quando dico che siamo malmessi – spiega Acerbo al nostro giornale – non mi riferisco tanto agli interventi di messa in sicurezza, per cui ci sono i finanziamenti, quanto alla necessità di porre fine alla cementificazione sfrenata del territorio. Certo, in questi anni le nuove costruzioni sono diminuite, ma non per una scelta legislativa, quanto per la crisi che ha intaccato il settore delle costruzioni”.
Un problema prima di tutto legislativo, ma anche di scelte politiche.
“Da noi abbiamo una pessima legge regionale sull’edilizia, la legge 49 – precisa – una legge chiesta e ottenuta dai costruttori che andrebbe abrogata in quanto permette di derogare i piani regolatori e quindi lascia libertà di costruire senza delle limitazioni ben precise”.
“Avevo proposto una legge per lo stop al consumo del suolo. La mia idea – prosegue Acerbo – è quella di concentrare gli investimenti sulle costruzioni già esistenti e di fare norme che garantiscano la permeabilità dei suoli. In un lotto edificato, almeno una parte del terreno dovrebbe essere permeabile, in modo da far trovare uno sbocco naturale all’acqua, purtroppo, però questa legge non è passata, per la contrarietà soprattutto dal dirigente Antonio Sorgi“.
D’altra parte, rincara la dose Acerbo, “far costruire porcherie come il centro commerciale Megalò di Chieti Scalo, caso di cui parlo perché lo conosco molto è una scelta sconsiderata. Il centro commerciale è nato in una zona di espansione ed esondazione del fiume Pescara, nonostante questo si è costruito e se non fosse stato per noi ambientalisti che abbiamo e stiamo ancora lottando, sarebbero stati realizzati altri due lotti in altrettante zone sensibili”.
Per Acerbo, quindi, parlare di interventi di messa in sicurezza è importante, ma ci sono delle scelte politiche che vanno fatte.
“Discutere degli interventi di messa in sicurezza è relativo – le parole di Acerbo – Manca la sicurezza, la cura del territorio. I cittadini in queste situazioni pagano due volte i danni causati dalle scelte sbagliate nel campo dell’edilizia. Si deve smettere di costruire in modo casuale e si deve pensare una strategia di cura del territorio che non c’è mai stata in questo Paese”.
Una politica di deregulation, però, che non riguarda solo l’Abruzzo, ma tutta l’Italia.
“Anche il governo va in questa direzione. Proprio ieri c’è stata una manifestazione contro lo ‘Sblocca Italia’, davanti al parlamento. Il governo continua con questa deregulation e la presenta come un’occasione per smuovere l’economia, ma non è una cosa reale. Basta guardare quello che succede in nord Europa dove le regole sono chiare e stringenti e riescono ad avere delle economie floride”.
Acerbo già nel 2007 aveva portato delle proposte alternative che erano state approvate dal consiglio comunale di Pescara.
“Nel 2007 – conclude – avevamo preparato e approvato una norma del piano regolatore che prevedeva l’impossibilità di costruire nelle zone rosse, quindi quelle con un maggior rischio idrogeologico. Non possiamo continuare a prendercela con le scelte edilizie fatte negli anni ’50 e ’60 del secolo scorso. Dobbiamo essere consapevoli che si sta continuando a costruire dove non si dovrebbe. Proprio queste tragedie che stanno colpendo l’Italia in questi anni dovrebbero indirizzare verso scelte politiche diverse e più consapevoli”.
Intanto...
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