L’AQUILA – L’imprenditore vastese Massimo Tomeo è uscito dall’ufficio del Presidente della Provincia Antonio Del Corvo e ha concluso la sua protesta, iniziata stamattina, quando si è barricato nella stanza della sede dell’ente di Via Monte Cagno, all’Aquila.
Una trattativa estenuante, duranta un’intera giornata, nella quale l’uomo ha minacciato anche di buttarsi dalla finestra.
Tomeo chiedeva 120 mila euro per le opere di ristrutturazione post-sismica, effettuate all’Istituto Geometri ‘Morandi’ di Sulmona (L’Aquila), in subappalto per un’Ati romana.
L’uomo, che questa sera dormirà in un albergo, ospite della questura, è stato convinto a interrompere la protesta dal questore dell’Aquila Vittorio Rizzi e della Digos, in cambio di una sensibilizzazione dell’opinione pubblica tramite i media.
“La banca non ha ritenuto di dover procedere allo stanziamento della somma – afferma ad AbruzzoWeb l’assessore provinciale Guido Liris, che ha seguito l’intera vicenda fin dalle prime ore, cercando una mediazione con Tomeo – Da domani si rivedrà la sua pratica. Sarà un percorso amministrativo difficile che verrà studiato a fondo sia con l’ufficio legale della Provincia che con la ragioneria”.
LA TRATTATIVA
“Solo 15 mila euro non mi bastano, voglio garanzie nero su bianco che mi sarà riconosciuto quanto mi devono, oltre quella somma”.
L’imprenditore vastese Massimo Tomeo, barricato da stamattina nell’ufficio del presidente della Provincia Antonio Del Corvo, è irremovibile nella sua disperazione e chiede maggiori garanzie prima di uscire dalla stanza della sede di via Monte Cagno, all’Aquila, nella quale si è rinchiuso, non permettendo l’ingresso a nessuno.
La Provincia dell’Aquila sta cercando di ottenere almeno il 10% della somma che l’imprenditore deve avere dall’ente, circa 120 mila euro totali per opere di ristrutturazione post-sismica, effettuate all’Istituto Geometri ‘Morandi’ di Sulmona (L’Aquila), in subappalto per un’Ati.
Nel frattempo, nella sede della Provincia è arrivato anche il questore dell’Aquila Vittorio Rizzi, mentre i Vigili del fuoco hanno allestito un tappeto gonfiabile sotto la finestra dell’ufficio di Del Corvo, dopo le minacce di suicidio dell’uomo.
“Mi butterò dalla finestra se proveranno a prelevarmi con la forza – ribadisce Tomeo – Io non sto qui a estorcere denaro a nessuno, voglio solo quanto mi è dovuto. Non uscirò senza una dichiarazione pubblica che attesti che quel denaro mi spetta”.
Continua, intanto, l’opera di mediazione intrapresa dall’assessore provinciale alla Ricostruzione Guido Liris e dal capo di gabinetto di Del Corvo Massimo Verrecchia, per evitare una tragica conclusione della vicenda.
DEL CORVO: “IL PROBLEMA E’ UN PROTESTO, MA VEDIAMO DI RISOLVERE”
“Vediamo di risolvere pure questo problema, faremo un tentativo con la banca per quest’anticipazione. Il problema è che questo imprenditore è pluriprotestato”, ha detto ad AbruzzoWeb il presidente della Provincia, Antonio Del Corvo, di ritorno da un giro per le strade della provincia.
“Capiamo situazione disperata, non credo si creerà un precedente perché questo della ditta appaltatrice fallita è un caso particolare, conclude. (alb.or.)
LA MATTINATA DI TENSIONE
Massimo Tomeo, l’imprenditore vastese che negli scorsi mesi aveva presidiato gli uffici della Provincia dell’Aquila di via Monte Cagno nel capoluogo, in sciopero della fame e della sete, per alcuni lavori eseguiti dalla sua ditta edile e non pagati, sfidando il maltempo è tornato nella sede dell’ente questa mattina e si è barricato nell’ufficio del presidente Antonio Del Corvo, in attesa di essere ascoltato.
“Ho bloccato la porta, non può entrare nessuno e resterò qui dentro fino a quando Del Corvo non verrà a parlarmi – afferma disperato – Sono stufo di promesse e di incontri mai concretizzati. Devono pagarmi i lavori, non ho intenzione di andare via di qui”.
L’uomo, titolare della ditta di ristrutturazioni Mcr, afferma di attendere un pagamento di 120 mila euro dopo le opere di ristrutturazione post-sismica effettuate all’Istituto Geometri ‘Morandi’ di Sulmona (L’Aquila), in subappalto per un’Ati (Associazione temporanea di imprese, ndr) romana, autorizzata dalla Provincia, che però non ha mai pagato le ditte che hanno eseguito i lavori. Tomeo, che al momento ha il Durc (documento unico di regolarità contributiva) bloccato, requisito essenziale per acquisire nuove commesse, non può più lavorare in attesa di saldare il dovuto a Inps e Inail.
Lo scorso settembre, il dirigente del settore Edilizia e Programmazione della Provincia Domenico Palumbo, principale bersaglio degli strali di Tomeo, era stato chiaro: l’ente non gli dovrebbe nulla, perché di fatto, avrebbe già saldato i lavori all’Ati.
“I soldi avrebbe dovuto chiederli a loro – aveva affermato a questo giornale – Per venirgli incontro, però, potremmo destinare a lui e ad altri imprenditori che devono essere pagati per i lavori in quella scuola, i 200 mila euro che ancora dobbiamo all’associazione d’imprese romana, che nel frattempo è stata cacciata per una serie di irregolarità”.
SBLOCCO DI 15 MILA EURO PER FARLO FERMARE
La Provincia dell’Aquila sta cercando di ottenere una parte della somma che l’imprenditore vastese Massimo Tomeo deve avere di circa 15 mila euro per evitare che l’uomo possa commettere gesti suicidi.
Lo annuncia ad AbruzzoWeb l’assessore provinciale Guido Liris che sta tentando una mediazione per evitare una tragica conclusione della vicenda, insieme al capo di gabinetto di Del Corvo Massimo Verrecchia.
Si cerca di ottenere questo sblocco della soluzione attraverso una lettera del dirigente provinciale Palumbo.
Intanto i vigili del fuoco intervenuti sul posto insieme a Digos, Polizia e personale del 118, hanno fatto sgombrare il piazzale di Via Monte Cagno.
Il materasso gonfiabile è stato disposto sotto i balconi della Presidenza da dove l’imprenditore, che già in passato aveva protestato con lo sciopero della fame, ha minacciato di buttarsi puntandosi un coltello alla gola.






