L’AQUILA – Emergono nuovi particolari sulle ultime ore di vita di Giuseppe Ioannucci, l’imprenditore aquilano di 48 anni, morto il 25 aprile scorso sul Gran Sasso d’Italia per un malore che lo ha colto mentre con la tavola da sci stava tornando a valle, dopo che aveva deciso di interrompere una traversata da Campo Imperatore, nel versante aquilano, fino a Prati di Tivo, in quello teramano.

Quello stesso giorno si stava svolgendo l’ultima uscita del corso di scialpinismo, organizzato dall’Asd Respira Gran Sasso dell’Aquila, a cui hanno preso parte, da quanto appreso, circa 50 persone, divise in gruppi da 5.

Antonio Scipioni, presidente dell’associazione sportiva, quel giorno ha incontrato Ioannucci, salito autonomamente, insieme ad un amico, per la traversata: “Giuseppe era un amico della montagna come tanti altri – ha spiegato ad AbruzzoWeb – Quel giorno lo abbiamo visto di mangiare un panino, era a circa 20-25 minuti da valle quando ha iniziato ad accusare problemi”.

“Non sembrava stesse male, ha solo detto di avere dolori intestinali e che per questo aveva deciso di tornare indietro e raggiungere l’amico a Prati di Tivo, dove ad aspettarli ci sarebbero state anche le loro mogli, con le rispettive famiglie”, ha aggiunto Scipioni.

Dunque, dal racconto dei testimoni, l’imprenditore aquilano, che insieme ai fratelli Domenico e Christian, gestiva l’Autodemolizione di San Vittorino, avrebbe accusato problemi intestinali e non allo stomaco, come emerso in precedenza.

L’autopsia ha stabilito la morte naturale, sull’accaduto è stata aperta una inchiesta da parte della Procura della Repubblica dell’Aquila.