L’AQUILA – Proprio nelle ore in cui il ‘collega’ Papa dimissionario Benedetto XVI si apprestava a tornare in Vaticano, è stato svelato il nuovo e vero volto di Papa Celestino V, dopo l’intervento di ricognizione sulla salma e sulle sacre reliquie e il rifacimento della maschera funebre in argento.

L’operazione è stata illustrata in conferenza stampa presso la Sala Equiziana dell’Abbazia di Sant’Equizio a Marruci, frazione del comune di Pizzoli (L’Aquila), sede che ha ospitato le operazioni della commissione nominata dall’arcidiocesi del capoluogo.

Presente l’arcivescovo metropolita, monsignor Giuseppe Molinari, il presidente della commissione canonico Mauro Medina, oltre ad alcuni componenti dell’organismo tra cui il docente dell’ateneo aquilano Sergio Tiberti, che ha donato la nuova maschera e finanziato lo studio per la ricostruzione del volto del santo.

La nuova maschera è in argento invece di cera come quella precedente perché “materiale incorruttibile”, com’è stato spiegato.

La vecchia maschera, con le sembianze del cardinale aquilano Carlo Confalonieri, che era stata danneggiata dal sole dopo il crollo del tetto della Basilica di Collemaggio nel sisma del 6 aprile 2009, è stata staccata dal cranio di Papa Celestino e messa in salvo e verrà restaurata in futuro.

Il 5 maggio alle 17.30 l’urna, pure nuova, con le spoglie del santo tornerà nella Basilica aquilana.

Tra i paramenti che indossa Celestino, anche il pallio che Papa Joseph Ratzinger lasciò a Collemaggio nella sua visita post-sisma.

Nella sua catechesi così semplice, così popolare, Papa Francesco spesso propone temi cari a Celestino, questo a dimostrare com’è attuale questo messaggio”, ha commentato monsignor Molinari.

Adesso manca ‘solo’ da ricostruire la basilica di Collemaggio. “C’è l’Eni che si è detta disponibile, so che ha messo anche delle scadenze al Comune, perché i ritardi non sono dovuti all’Eni”, ha sottolineato il presule.

“Ho partecipato ad alcuni incontri al ministero dei Beni culturali con la commissione che sta studiando tutto quello che occorre per partire con questa ricostruzione, è un lavoro complesso ma si può fare nei tempi giusti”, ha concluso.