L’AQUILA – Un intero villaggio riprodotto in miniatura con vari materiali che strizza l’occhio all’Aquila e ai borghi del circondario, con 45 abitazioni e strutture, arricchito da una cinquantina di statue animate di antichi mestieri e attività, animali, persone e, ovviamente, la Natività.
È un pezzetto di paradiso segreto, il presepe animato di Lorella Reato, 57 anni, aquilana, che nella vita fa tutt’altro rispetto all’artista dei presepi, ovvero è funzionario amministrativo del Comune capoluogo, referente per l’ufficio di presidenza dell’assemblea cittadina.
Un lavoro al quale abbina da sempre quello che definisce un “hobby molto costoso in termini di tempo e denaro” ma che le dà molta soddisfazione, appunto la cura e l’aggiornamento del suo presepe cui è dedicata una stanza ad hoc della sua abitazione.
Il suo presepe è “vivo”, sia per le animazioni, sia per il ciclo del giorno e della notte riprodotto con luci e suoni, sia perché viene modificato e arricchito anno dopo anno.
“La passione ce l’ho fin da piccola, a 4 anni ricordo che tagliavo con le forbici le scatole delle scarpe per farne presepi – spiega aprendo le porte di casa ad AbruzzoWeb – Ho imparato varie tecniche, prima usavo solo legno, poi corteccia, polistirene estruso, oggi è un mix di tutti questi elementi”.
Fin qui i presepi statici, poi arrivò l’animazione. “Il primo movimento me l’ha regalato mio fratello”, ovvero Marco Reato, noto imprenditore cittadino.
“Andammo a Roma a una mostra di presepi e acquistò per me il ciabattino, ce l’ho nel cuore – prosegue Lorella – Qualcosa ho comprato anche a Napoli, in via San Gregorio Armeno, ma quelli venduti non mi piacevano, così ho studiato e capito i movimenti e ora li costruisco da sola: compro la statua, le mozzo la testa, le braccia, il busto per creare il movimento e in base a quello creo l’ambientazione, la casa o l’ambiente esterno”.
La preparazione comincia, giocoforza, molto tempo prima delle Feste. “Almeno 3 mesi l’anno ce li dedico, quest’anno ho costruito un’intera zona e 5 nuovi movimenti – spiega ancora – La fontana è quella di Fontecchio, da un’idea di una mia amica, l’ho vista in foto e la sera stessa già era pronta”.
Quando non è in funzione il presepe è semplicemente lì, nella sua stanza. E non sempre spento. “Un anno il parroco è venuto a benedire la casa – è l’aneddoto – A quel tempo lo avevo sotto in taverna ed è rimasto sorpreso che avessi ancora il presepe montato, così mi ha proposto di portare i bambini del campus estivo. È tornato con 50 bambini e l’ho fatto funzionare a Ferragosto, fuori stagione!”.
La passione della Reato resta viva, ma il tempo per metterla in pratica non è molto e non può neanche dedicarsi ad altre realizzazioni.
“Di fare altri presepi me lo chiedono, ma non ne costruisco altri, neanche per le mie sorelle. Arrivo sempre a Natale che devo ancora completare il mio! Mi piacerebbe che questo fosse il mio lavoro, ma è un hobby abbastanza costoso perché oltre al tempo richiede soldi – continua – Sarà un controsenso, ma non ho mai visto altri presepi, mostre o altri, se non su Internet, perché da settembre mi butto sul mio e il mio tempo libero è tutto dedicato a questo”.
La passione in famiglia viene compresa e apprezzata, ma genera anche qualche siparietto. La Reato ammette che “ogni tanto mi prendono in giro. Ora qui è ordinato, ma in questa stanza, di norma, c’è un cantiere aperto – svela – Quando ho rifatto daccapo il mio presepe, con una battuta mio fratello mi ha chiesto se avessi rifatto anche il piano regolatore, quest’anno che ho cambiato solo una piccola parte ha detto che basta una variante!”.
Ed è già tempo di pensare al presepe 2017, che sarà di certo ancora una volta modificato. “Mi piacerebbe replicare il rosone di Collemaggio e quindi tutta la facciata, non è detto che non lo faccia”, annuncia Lorella.
Peccato non poterlo far ammirare in un luogo pubblico dalla comunità aquilana. “È difficile pensare di spostare questo presepe, mi ci servirebbero almeno 2 mesi e non avrei tempo – dice la creatrice – Però quando non sono a lavoro casa mia è aperta a chiunque voglia vederlo, perché sinceramente credo ne valga la pena”, conclude.






