L’AQUILA – La tragedia di Rigopiano (Pescara) e i segnali di speranza con i miracolosi salvataggi, certo, ma a parte questo fronte, tuttora aperto che sta catalizzando i soccorsi e le attenzioni mediatiche di tutta Italia, larga parte d’Abruzzo è ancora blocccata o in pieno disagio per la neve.

E ancora oggi, a 15 giorni dall’inizio delle nevicate, ci sono 30 mila utenze e circa 120 mila cittadini senza corrente, come annunciato in serata dall’Enel che ha anche smentito rischi sulle dighe interessate dall’emergenza.

TRE VITTIME E LAVORI SENZA SOSTA NEL TERAMANO

Nel Teramano una situazione delicata: i soccorritori al lavoro nella neve altissima con una quindicina tra frese e turbine lungo 700 chilometri di strada provinciale.

Tre le vittime: padre e figlio dispersi da ieri a Poggio Umbricchio di Crognaleto, Mario e Mattia Marinelli, di 50 e 23 anni, mentre a Rocca Santa Maria nella frazione di Faiete in una stalla è stato trovato senza vita un uomo di 74 anni.

“Stiamo facendo di tutto per evitare di trovare qualcuno senza vita in qualche paesino sperduto tra le montagne. La nostra paura più grande in queste ore così difficili è questa”, spiega in tal senso
ad AbruzzoWeb Renzo Di Sabatino, presidente della Provincia.

RISCHIO VALANGA, EVACUATA LAMA DEI PELIGNI

Per evitare il ripetersi di casi come Rigopiano ma a largo raggio, in presenza di un rischio valanga a Lama dei Peligni (Chieti) 35 persone, appartenenti a 12 nuclei familiari, sono state evacuate.

L’ordinanza è stata emessa dal sindaco, Andrea Di Fabrizio, per le cattive condizioni di sicurezza del monte Grotta Ciminiera Gravara, a 2.100 metri di quota, sul massiccio della Majella.

Le operazioni nel comune di circa 1.300 abitanti sono state portate avanti dal gruppo forestale dei Carabinieri di Casoli, Lama dei Peligni, Torricella Peligna, Palena e Fara San Martino.

CAPITIGNANO, UN PAESE SFOLLATO

Qualcuno reagisce all’emergenza combinata neve e sisma nell’Aquilano con soluzioni anche drastiche. È il caso del sindaco di Capitignano (L’Aquila), Maurizio Pelosi, che ha emesso un’ordinanza di evacuazione temporanea dal centro storico per una settimana.

Decine di sfollati sono giunti in fretta e furia negli alloggi antisismici dell’Aquila del progetto C.a.s.e., in particolare nella new town di Roio 2.

Da quanto appreso, la cosa è stata talmente repentina che ancora non sono perfezionati gli allacci e almeno per stasera si scalderanno con stufette prestate da altri inquilini.

Unico rappresentante istituzionale in questi territori, il consigliere regionale Pierpaolo Pietrucci. “In tempi di pace, appena sarà passata l’emergenza, ci saranno molte cose da rivedere: bisogna dire dove si è sbagliato per non ricommettere l’errore”.

CAMPOTOSTO, SALVATI 6 OPERAI RIMASTI ISOLATI

Intorno alle 18 sono stati raggiunti e salvati 6 addetti dell’azienda agricola La Mascionara che si trova a Mascioni, frazione del comune di Campotosto (L’Aquila), rimasti intrappolati nella foresteria vicino al capannone produttivo da ieri.

I lavoratori sono stati trovati in buone condizioni e tratti in salvo dopo che mezzi dell’Anas, dell’Esercito e dei Vigili del fuoco sono riusciti ad aprire un fronte sulla strada invasa dalla neve.

L’EMERGENZA ANIMALI, UNA STRAGE

L’emergenza colpisce non solo le persone, ma anche gli animali sempre nell’Alta Valle dell’Aterno: l’emergenza bestiame mette in ginocchio commercianti e allevatori, con centinaia di animali morti nei crolli delle stalle.

Le numerose attività produttive e quelle commerciali collegate sono in panne nei comuni aquilani di Campotosto, Capitignano e Montereale, ricoperti da metri di neve ed epicentro del sisma di mercoledì scorso.

In particolare, sono state colpite le aziende “La Mascionara” e “Antonelli” che si trovano nel comune di Campotosto dove, tra l’altro, nella frazione di Ortolano in un capannone crollato sono morte 80 delle 200 pecore ricoverate.