L’AQUILA – Ha appiccato volontariamente il fuoco per uccidersi l’uomo di 68 anni, Luigi Vaccarelli, trovato privo di vita all’interno di una rimessa agricola di sua proprietà che si trova nei pressi del pasaggio a livello sulla strada statale 5 bis, in località Bellavista all’Aquila.

Probabilmente il gesto estremo è stato causato dalla depressione di cui sembra che l’uomo soffrisse da dopo il terremoto.

A notare le fiamme sono stati questa mattina verso le 6.30 gli agenti della polizia municipale, diretti da Ernesto Grippo, che hanno subito allertato i vigili del fuoco.

Quando i pompieri hanno spento le fiamme l’uomo era già morto carbonizzato.

Stando a quanto si è appreso, l’uomo avrebbe lasciato dei biglietti nella sua auto per spiegare i motivi del gesto facendo riferimento proprio al terremoto del 2009 e come da allora la sua esistenza fosse cambiata.

L’uomo era un ex alpino e tecnico di laboratorio all’ospedale dell’Aquila in pensione. Era molto tifoso dell’Aquila Calcio, tanto che ne seguiva le partite anche nelle trasferte.

Era sposato e con figli.

LA MOTIVAZIONE: “IL TERREMOTO MI HA CAMBIATO LA VITA”

“Dopo il terremoto è cambiata tutta la mia vita”.

È contenuta in questa frase la motivazione del gesto compiuto dal 68enne aquilano, una persona molto conosciuta e stimata in città, che nelle prime ore dell’alba si è dato fuoco in una baracca a uso agricolo alla periferia del capoluogo abruzzese.

Il senso del malessere e della profonda disperazione in cui era piombato dopo la tragedia del 6 aprile 2009 lo ha spiegato in cinque fogli lasciati nell’auto e ritrovati dalla polizia.

Le indagini sul tragico fatto continuano: un elemento importante da chiarire è se l’uomo fosse in cura per una depressione.

Dai primi riscontri questa circostanza sembra esclusa. In molti hanno sottolineato di non essersi accorti di difficoltà apparenti, anzi il 68enne viene ricordato come un uomo sorridente, sereno e attivo.

DISPOSTA L’AUTOPSIA E APERTA UN’INCHIESTA

È stata disposta l’autopsia sul corpo dell’uomo di 68 anni originario dell’Aquila che si è tolto la vita dando fuoco alla baracca dove si trovava ed è stato ritrovato carbonizzato.

A svolgere gli accertamenti sarà l’anatomopatologo Giuseppe Calvisi.

L’esame dovrà servire a capire come ha agito l’uomo, se per esempio abbia ingerito tranquillanti prima di appiccare le fiamme.

Sull’accaduto la procura della Repubblica del capoluogo ha aperto un’inchiesta, titolare delle indagini è il pubblico ministero Antonietta Picardi che oggi è stata a lungo sul posto.

Nella zona del suicidio sono giunti anche il sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, il questore, Vittorio Rizzi, e il responsabile della squadra Mobile della Polizia di Stato in queste settimane, Sabatino Romano.

Secondo quanto si è appreso, gli inquirenti hanno ascoltato il medico di famiglia dell’uomo e i familiari.

Da quanto ricostruito,  non era in cura né manifestava disagi di tipo psicologico.

Le persone a lui vicine non avevano mai avuto preoccupazione che potesse compiere un gesto simile.

Si pensa che si possa essere trattato di un momento di sconforto.

LO PSICHIATRA: ”NON BANALIZZARE LA MOTIVAZIONE SISMA”

“Di fronte a fatti così gravi e così forti è bene non fare l’errore di semplificare: il principio causa-effetto terremoto-suicidio è banale e non va riproposto senza la capacità di senso critico”.

Così il dottor Vittorio Sconci, psichiatra direttore del dipartimento di salute mentale della Asl 1, sul caso di suicidio dell’aquilano Luigi Vaccarelli, trovato carbonizzato dopo aver dato volontariamente alle fiamme una rimessa agricola di sua proprietà, in località Bellavista.

Nonostante gli scritti lasciati dall’uomo che ha motivato il gesto estremo, spiegando come la sua vita sia cambiata dopo il sisma del 2009, Sconci invita a “non sottovalutare le molteplici cause che potrebbero portare al suicidio”.

 “ll terremoto è senza dubbio una componente importante, ma giustificare ormai tutte le cose nello stesso modo mi sembra un po’ banale – prosegue – Il suicidio può essere la risposta a molteplici disagi che non sono sempre quelli che conosciamo. Ce ne sono spesso altri di cui noi non siamo consapevoli”.

Una reale soluzione a un problema sempre più dilagante nella società aquilana e non solo potrebbe essere, secondo il dottore quella della “riproposizione di un nodello sociale in cui tutti si sentano protagonisti. Questa è una medicina che fa bene a tutti”.

“È il protagonismo sociale che vince su tutto, anche sulla disfatta – conclude – Le persone devono imparare a percepire i propri bisogni e i propri desideri e non solo a rispondere ai grossolani bisogni primari che sono importanti, ma non fondamentali”. Marianna Galeota

LE REAZIONI

CIALENTE: “ERA UN AMICO, IN MOLTI NASCONDONO LA DISPERAZIONE”

“In molti portano dentro la disperazione a causa di una vita completamente peggiorata dal sisma. Basta un nulla, però, perché tutto si rompa”.

Così il sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, sul suicidio del 68enne alpino che stamani si è dato fuoco in una baracca a uso agricolo nell’immediata periferia dell’Aquila.

Cialente lo ricorda: “Era un amico, un collega (come tecnico di laboratorio dell’ospedale dell’Aquila in pensione, ndr) che ho incontrato anche recentemente e che appariva scherzoso e sereno”.

“Ma moltissimi non esternano la disperazione che hanno dentro – ha continuato Cialente – Dio solo sa come stiamo tutti noi, questa è una condizione comune, sono addoloratissimo per la scomparsa del mio amico sia per le circostanze sia per come ho appreso la notizia”.

CARLO FRUTTI: “SONO SCONVOLTO, NEI GIORNI SCORSI MI HA DATO DISPONIBILITA’ PER ADUNATA ALPINI”

“Ci siamo sentiti ieri, mi aveva dato la sua disponibilità a collaborare per l’adunata nazionale degli alpini. Questa notizia mi sconvolge veramente”.

È quasi senza parole Carlo Frutti, coordinatore del comitato promotore dell’adunata degli alpini 2015, nell’apprendere la notizia del suicidio di Luigi Vaccarelli, ex alpino che si è dato fuoco in una baracca questa notte.

“Eravamo anche parenti, la madre era cugina di mia madre. Una persona piena di entusiasmo, non riesco a spiegarmi questo gesto. Su Facebook commentava spesso le mie iniziative, mi appoggiava sempre”, conclude.

PEZZOPANE: “LA REGIONE INTERVENGA SU EMERGENZA SOCIALE”

“Esprimo tutta mia vicinanza e la mia solidarietà ai familiari dell’uomo che ha compiuto un gesto tragico e disperato”.

Lo dichiara la senatrice del Partito democratico Stefania Pezzopane, dopo le notizie del tragico suicidio.

“Il dramma sociale che stiamo vivendo all’Aquila è quasi al limite dell’emergenza e gridi di disperazione, come questo, sono dei campanelli d’allarme di fronte ai quali non si può rimanere sordi”, scrive.

“La ricostruzione sociale deve essere tra le priorità della nuova Regione, che mi auguro intervenga, a fianco dei Comuni e del volontariato, in maniera sensibile a sostegno delle nuove e vecchie fragilità”, conclude. Elisa Marulli