L’AQUILA – Il commerciante che non riesce ad individuare il proprio negozio, tanta è la devastazione su corso Umberto I ad Amatrice, è l’istantanea che ha segnato di più Celso Cioni, storico esercente dell’Aquila e direttore di Confcommercio Abruzzo, che dalle ore immediatamente successive al terremoto fa su e giù per portare conforto e aiuto ai colleghi rimasti senza più nulla.
Il video che ha girato con il telefonino è più eloquente di ogni descrizione.
Cioni ne ha accompagnati e ne sta accompagnando diversi per stimare i danni, ma l’attenzione è rivolta principalmente alla ripresa delle attività, visto che come nel caso dell’Aquila lo Stato non ha previsto alcun sussidio per i commercianti.
“Prima con una raccolta di viveri e generi di prima necessità attraverso i supermercati dell’Aquila, poi assolvendo a richieste più specifiche come ad esempio gli alimenti per i celiaci”, così, racconta Cioni, il sistema degli esercenti aquilani si è mobilitato, prima di fornire assistenza diretta al campo allestito dalla Regione Abruzzo a Grisciano.
Cioni fa parte anche della task force costituita da Confcommercio nazionale, la stessa che è stata impegnata nel terremoto in Emilia e nell’alluvione di Genova, e che si sta relazionando con Titti Postiglione, responsabile dell’Ufficio emergenze della Protezione civile, “che conoscemmo all’Aquila”.
Un gruppo di sette, otto persone guidato dal vice presidente nazionale Renato Borghi che, con l’esperienza maturata in altre sventure, sta confortando i commercianti “frastornati e colpiti”, ma soprattutto sta aiutando la Protezione civile nella rilevazione dei danni, visto che le schede che vengono utilizzate sono le stesse adottate già nel 2009 all’Aquila.
È stato raccolto fino ad oggi l’80 per cento delle schede, sono 463 in tutto le imprese di Amatrice, 140 gli esercizi commerciali di vicinato: “È un paese che nei mesi estivi si trasformava, un supermercato ci ha raccontato che nel solo mese di agosto fatturava 800mila euro”.
“Qua ho visto che è come Onna – dice Cioni, onnese, con la voce spezzata – essendo però il corso più lungo, la situazione è anche peggiore”.
“Ci sono 3 o 4 metri di macerie a destra e a sinistra della strada, molti non riescono neanche a riconoscere dove avevano il negozio”, spiega.
A Torrita, intanto, è stato già individuato un terreno vicino all’unico bar che rappresentava il punto di riferimento per altre 4 o 5 frazioni del circondario, “siamo riusciti a salvare le attrezzature e in tempi brevi con una struttura provvisoria potrà riaprire”.
Tra i risultati raggiunti fino ad oggi, Cioni inserisce con orgoglio anche l’accordo raggiunto con il gruppo Conad che ha consentito agli allevatori di vendere una grossa partita di vitelli pronti per la macellazione ad un prezzo persino superiore a quello commerciale, di circa 50 centesimi al chilo.
“È un bel ristoro per allevatori e contadini del posto”, dice soddisfatto.
Al campo di Grisciano, Confcommercio ha messo a disposizione un camper per l’assistenza, anche psicologica, per chi ha perso sia la casa che l’attività. “E di concerto con il sindaco stiamo individuando un’area per fare un villaggio commerciale provvisorio per far riprendere le attività, a chi lo vuole”, aggiunge Cioni.





