L’AQUILA – “Prima del sisma un bed and breakfast trasformato in bordello sarebbe stato forse inconcepibile, in una piccola e coesa comunità come la nostra. Ma ora è cambiato tutto”.
È l’amara considerazione del sindaco di Scoppito (L’Aquila), Marco Giusti, all’indomani del sequestro da parte dei carabinieri del b&b Royal, in realtà una casa di appuntamento gestita da tre uomini di nazionalità indiana dove si prostituivano numerose donne e transessuali di origine romena e sudamericana, con un gran viavai di clienti.
Un episodio che riporta alla ribalta il tema della trasformazione della città nel dopo terremoto, con il fenomeno dell’esplosione urbanistica dal centro terremotato alle periferie e paesi dell’hinterland, di migliaia di sfollati, e a seguito dell’arrivo di sempre crescente numero di operai e addetti impegnati nella ricostruzione.
“Scoppito dal 2009 a oggi è passato da una popolazione di 2.500 abitanti a quasi 5 mila – ricorda Giusti – E questo fenomeno, avvenuto non solo da noi, ma su tutto il territorio aquilano, contribuisce ad alimentare una crescente percezione di insicurezza sociale, di spaesamento. È cambiato qualcosa. Non c’è più il tipico ambiente di paese, dove forte era il controllo sociale, dove più o meno ci si conosceva tutti, dove non sarebbe stato facile, lo ripeto, trasformare un B&B in una casa di appuntamenti”.
La prostituzione è solo uno dei reati di cui si registra un incremento nel territorio aquilano. I numeri ufficiali non autorizzano a parlare di emergenza criminalità, ma devono far scattare un allarme preventivo.
Secondo i dati forniti dalla questura del capoluogo abruzzese per quanto riguarda i furti nel 2009, anno del terremoto, in provincia ne sono stati denunciati 827 mentre nel 2013 si è arrivati ai 1.222.
Relativamente invece agli altri reati i numeri scendono ma l’aumento è significativo: se nel 2008 il numero dei reati commessi si attestava a 490, nel 2013 è salito a 632 mentre era sceso a 340 nel 2012. Ed è certamente aumentato anche il numero dei reati legati all’uso di sostanze stupefacenti.
“Ringrazio le forze del’ordine per l’ottimo lavoro svolto, per aver scoperto questa odiosa attività illegale. Ma ribadisco: le forze del’ordine non bastano – prosegue il primo cittadino – La criminalità deve essere contrastata in primo luogo dai cittadini, solo loro i veri baluardi”.
“Ora più che mai è importante fare comunità. In questo territorio si muovono interessi fortissimi, e attività criminali come lo spaccio di droga e appunto lo sfruttamento della prostituzione, possono favorire il radicamento della criminalità organizzata”, conclude Giusti. Filippo Tronca






