L’AQUILA – Qualcuno, ironicamente, li ha già ribattezzati “viaggi della speranza”. E vista la emergenza deficit sanità che ha sconvolto il bilancio regionale e messo in ginocchio la maggioranza di centrodestra a guida FdI, la affermazione è calzante.

Il riferimento che emerge da questa indiscrezione proveniente da fonti dello stesso dipartimento Sanità, e ai viaggi con meta Roma, lontano dai riflettori, del direttore del dipartimento Sanità facente funzione, Camillo Odio, e il dirigente Ebron D’Aristotile, al ministero della Salute.

Il tutto per incontrare vari esponenti in via ufficiosa, sulla partita che rischia di essere drammatica del deficit della sanità abruzzese e per trattare  condizioni più benevole.

Senza nessuna rassicurazione anche perché sono decisivi i pareri del ministero dell’Economia, e i vertici dirigenziali del comparto, hanno intrapreso questa strada perché – si dice – non si sa più a che santo votarsi per un debito ormai fuori controllo-

Questo in vista del prossimo Tavolo interministeriale di monitoraggio, dove non siede la politica, e dal quale si teme che arriverà il redde rationem alla luce della cifra mostre del buco, che nel 2025  come scritto nero su bianco nel verbale del Tavolo di luglio, ammonta come tendenziale  fine anno a 126 milioni di euro, e sopratutto si sottolinea che non si rilevano ad ora segni di miglioramento

Una stangata più cruenta del  2024, nonostante le misure messe in campo dal centrodestra del presidente di Fdi, Marco Marsilio, e dell’assessore alla Salute Nicoletta Verì, come l’aumento dell’addizionale Irpef per i redditi superiori ai 28mila euro, il taglio al budget regionale che comprometterà e di molto il margine di manovra del prossimo bilancio, con tante leggi che non potranno forse essere finanziate, il piano di tagli e razionalizzazioni imposto per i prossimi tre anni alle quattro Asl.

Marsilio ieri però ha annunciato con soddisfazione che la Conferenza delle Regioni e delle Province autonome ha approvato la ripartizione del Fondo Sanitario Nazionale (FSN) per il 2025, dando seguito alla battaglia dell’Abruzzo sull’esigenza di inserire tra i criteri di ripartizione la densità demografica e l’estensione territoriale, per riequilibrare il Fondo a favore delle piccole Regioni che soffrono lo spopolamento e la prevalente condizione montana. Un primo successo che porterà  l’Abruzzo ad ottenere circa 6 milioni in più nella quota premiale. Ad ironizzare è stato però il capogruppo del Pd, Silvio Paolucci, e il segretaro regionale Daniele Marinelli, per il quali, “i numeri raccontano tutt’altra storia. L’inserimento del criterio ‘densità abitativa/estensione territoriale’ produce per l’Abruzzo un risultato irrisorio: parliamo di pochi milioni su un Fondo Regionale Sanitario che conta circa 3 miliardi di euro. Non sono briciole: è zero, rispetto alle necessità reali della nostra sanità”.

Odio è alla guida fino del dipartimento sanità dopo il defenestramento a fine settembre e il conseguente  “trasferimento” forzato al dipartimento Sociale e Cultura di Emanuela Grimaldi, entrata in forte rotta di collisione con Marsilio, proprio per ricette e strategie adottate per mettere in campo per abbattere il deficit.

Era del resto Grimaldi ad andare al Tavolo interministeriale, assieme assieme al direttore del Bilancio, Fabrizio Giannangeli, per poi tornare in Abruzzo a sollecitare misure draconiane che dai Ministeri erano indicate, ma a dir poco indigesta per la maggioranza di centrodestra.

Missione di Odio e D’Aristotile è dunque ora quella di negoziare preventivamente una linea più  morbida, esibendo gli sforzi che già si stanno compiendo, per addolcire la pillola.