L’AQUILA – “Questo ennesimo disservizio è la goccia che fa traboccare il vaso. Ho lavorato in lungo e in largo in Abruzzo e, con i mezzi di trasporto pubblico, non riuscendo ad arrivare in orario per tre giorni di seguito, sono stato licenziato per i ritardi. Poi, quando ho trovato un altro lavoro, a Roma, ho optato per l’autobus, ma anche lì hanno tagliato le corse. Non so più come fare, così il rischio licenziamento è sempre dietro l’angolo”.

È solo uno dei tanti sfoghi raccolti questa mattina, tra telefonate dai toni esagitati, di uno dei pendolari diretti per lavoro a L’Aquila, in attesa a Sulmona del treno Tua 23956 delle 11.18, in ritardo per problemi meccanici.

La corsa ferroviaria che assicura a decine di lavoratori part time di arrivare in un’ora e cinque minuti da Sulmona a L’Aquila per il turno pomeridiano, ha lasciato i passeggeri sulla banchina.

All’orario della partenza sono trenta i minuti di attesa annunciati sul tabellone, diventati subito dopo cinquanta. Allo sportello sconsigliano l’acquisto del biglietto: “Il ritardo è un vero e proprio guasto sui binari, non sappiamo a che altezza. Non garantiamo che il treno arrivi”.

Dopo le soppressioni delle autolinee per la Capitale, i guasti sulla linea ferroviaria per il capoluogo si combinano ad esasperare i passeggeri.

“Il treno che stamattina non è arrivato offre l’unica corsa che, non so perché, non si può acquistare online. Quindi sono costretta ogni mattina ad arrivare con largo anticipo alla biglietteria di Sulmona per l’acquisto del biglietto di persona. Il guasto proprio non ci voleva. Con questi disservizi ci fate licenziare”, commenta ancora una mediatrice linguistica alla stazione.