L’AQUILA – “Dai risultati delle analisi di potabilità effettuate, in regime di routine, sui campioni di acqua prelevati sulle reti di distribuzione in gestione, con le modalità di cui al D.Lgs 31/01 e s.m.i, le acque provenienti dall’opera di captazione del Gran Sasso, ed immesse in rete, risultano essere conformi per il consumo umano e dunque potabili”.
Lo rende noto la Gran Sasso Acqua spa, che gestisce la rete idrica nell’Aquilano, dopo le denunce del Forum dell’Acqua secondo il quale “i punti di captazione all’interno del Gran Sasso non sono a norma, non rispettando le previsioni dell’Art.94 del Testo Unico dell’Ambiente sulla presenza di sostanze chimiche pericolose e/o radioattive e, in particolare, gli obblighi relativi alla Zona di tutela assoluta, cioè 10 metri attorno al punto di captazione, e alla Zona di rispetto, ampia 200 metri che devono essere liberi da questi materiali”.
“Risulta, inoltre, un quadro di complessiva assenza di composti organici volatili di cui alle recenti polemiche che hanno coinvolto anche il laboratorio di fisica nucleare”, continua la Gsa nella nota, in cui “intende rassicurare, quindi, i propri utenti, circa la elevata qualità della risorsa idropotabile prelevata dal complesso idrogeologico del Gran Sasso e distribuita nel versante aquilano”.




