PESCARA – Mentre a Roma continuano gli scontri di piazza tra forze dell’ordine e no green pass, tra cui esponenti dell’estrema destra,  la polemica si è spostata in Abruzzo.

“Intollerabili e gravissime le violenze che a Roma stanno animando fascisti e ‘no green pass’ che non a caso si rivolgono anche contro il mondo del lavoro organizzato, cuore sociale della nostra democrazia”, dicono Michele Fina, segretario del Pd Abruzzo,  e Silvio Paolucci, capogruppo in Regione del Pd Abruzzo, che esprimono inoltre “totale solidarietà agli amici e ai compagni della Cgil; pronti a scendere in piazza al loro fianco e a difendere ogni loro sede in ogni città del Paese. Siamo certi che arriveranno le condanne anche da parte degli esponenti delle destre ma non è sufficiente: bisogna smetterla una volta per tutte con lo strizzare l’occhio a questi estremismi”.

“Non possiamo non notare, ad esempio, che l’unico rappresentante dello Stato che dovrebbe incontrare il prossimo 11 ottobre e stringere la mano in una sede istituzionale a questi movimenti è il presidente della Regione Abruzzo Marsilio – incalzano – Gli chiediamo con forza di annullare l’incontro ed unirsi alla condanna delle violenze”.

Non si è fatta attendere la risposta del presidente della Regione, Marco Marsilio: “Ho ricevuto la richiesta di dialogo da parte di persone che stanno male, e non vedo dove sia il problema. Si tratta di una richiesta umanitaria, parlare con chi sta facendo lo sciopero della fame e che è anche finito in ospedale. Sui vaccini che altro devo dire? Sono vaccinato, sono per i vaccini, ma chi mi critica per questo incontro con i no pass è così disumano da poter dire, non ci parlare così muoiono pure?”.

“Piuttosto – attacca Marsilio – si capisca che questi non sono dei delinquenti come quelli dell’assalto alla Cgil, sono dei non violenti: e io dirò loro che piuttosto sarei per l’obbligo dei vaccino. Lo Stato invece dovrebbe renderlo obbligatorio e così scaccerebbe via ogni tensione, perché quello che sta accadendo non è un caso, produce quelle tensioni. Se c’è gente civile che vuole parlare perché non ascoltarla? Perché criminalizzare chi non la pensa come il Governo? Se crede che il vaccino sia decisivo, lo dica e lo renda obbligatorio”.

Per Marsilio l’esecutivo “se ci crede deve assumersi la responsabilità, sgombrando la piazza dai sospetti sul vaccino che non sarebbe sicuro. La piccola percentuale di paranoici del no è ben diversa dai milioni di adulti, magari anche colti, che hanno i dubbi. Insomma, davanti ai fatti di questi gjorni, una domanda Draghi dovrebbe farsela. E invece il Pd se la prende con me, mi lincia perché parlo con delle persone, mica perché gli do ragione”.

ASSALTO ALLA SEDE CGIL: FATTO GRAVISSIMO, DOMENICA NOSTRE SEDI APERTE

“Quanto accaduto a Roma è un fatto gravissimo che riporta alla memoria periodi bui della storia del nostro Paese. L’attacco alla sede Nazionale della CGIL istigato da “sedicenti” no vax e no green pass e capeggiato da leader dell’estrema destra lasciati ancora liberi di circolare in una Repubblica democratica è un fatto gravissimo che riporta alla memoria periodi bui della storia del nostro Paese”, così la Cgil di Teramo

LA MANIFESTAZIONE DI IERI

A Roma decine di migliaia di persone in piazza contro il green pass: al momento gli ultimi dati ufficiali parlano di 10mila presenti, ma, secondo quanto emerso, sarebbero molti di più.

Tafferugli e tensioni con la polizia durante la manifestazione dei No Green pass in piazza del Popolo.

Traffico paralizzato e mezzi pubblici in tilt a Milano, dove i no green pass, come ogni sabato, sono scesi in piazza per manifestare contro la certificazione verde. Il corteo milanese, composto da circa 5mila persone, è partito da piazza Fontana e ha sfilato lungo corso Venezia dirigendosi verso la stazione Centrale.

A Roma i manifestanti si sono riversati nelle vie del centro, le forze dell’ordine hanno effettuato delle cariche per disperderli, usando idranti e lacrimogeni.

Dopo una serie di cariche e lancio di lacrimogeni e getti di idranti attivati dalle forze dell’ordine, i manifestanti sono arretrati di qualche decina di metri lungo via del Tritone e via del Corso, ma continuano a fronteggiarsi con il cordone degli agenti.

Proseguono anche i lanci di oggetti dal corteo, composto anche da persone con il volto travisato. Alla manifestazione ci sono romani e tanti cittadini venuti dal Nord Italia.

Un gruppo di manifestanti è intanto entrato nella sede della Cgil a Roma. “Occupata la Cgil” dicono. Altri al grido “No green pass” si stanno muovendo per le vie del centro. Lanci di petardi e bombe carta lungo il tragitto. In molti gridano “libertà libertà”.

Il gruppo è riuscito a sfondare le porte della sede del sindacato ed entrare prima che la polizia riuscisse a fermare i manifestanti e respingerli. Il corteo sta ancora ‘assediando’ il palazzo della Cgil che ha una tapparella divelta, i portoni aperti e l’allarme che continua a suonare ininterrottamente. “Stiamo aspettando Landini” urlano dal megafono, ma anche “giù le mani dal lavoro” e “venduti”.

Le Cgil, secondo i no pass, è colpevole di non difendere i lavoratori che saranno obbligati dal 15 ottobre a presentare il green pass in tutti i posti di lavoro pubblici o privati.

“Abbiamo resistito allora, resisteremo ora e ancora. A tutti ricordiamo che organizzazioni che si richiamano al fascismo vanno sciolte”, ha scritto la Cgil Nazionale su twitter in riferimento agli scontri in corso a Roma, con un gruppo di manifestanti che è entrato nella sede del sindacato.

Il presidente del Consiglio, Mario Draghi, ha telefonato al segretario generale della CGIL, Maurizio Landini, per esprimere a lui e a tutto il sindacato 2la piena solidarietà del Governo per l’assalto avvenuto alla sede di Roma. I sindacati sono un presidio fondamentale di democrazia e dei diritti dei lavoratori. Qualsiasi intimidazione nei loro confronti è inaccettabile e da respingere con assoluta fermezza”.

Il presidente ha condannato inoltre “le violenze che sono avvenute in varie città italiane. Il diritto a manifestare le proprie idee non può mai degenerare in atti di aggressione e intimidazione. Il Governo prosegue nel suo impegno per portare a termine la campagna di vaccinazione contro il Covid-19 e ringrazia i milioni di italiani che hanno già aderito con convinzione e senso civico”.

La polizia ha effettuato alcune cariche. Alcuni manifestanti, diretti verso da Villa Borghese, si sono scagliati contro gli agenti cercando di sfondare il cordone delle forze dell’ordine. Due manifestanti sostengono di essere stati “investiti da un blindato delle forze dell’ordine, intervenuto sul posto durante i tafferugli”.

Altre centinaia di manifestanti contro il Green Pass si sono diretti verso Palazzo Chigi.

Qui il cordone delle forze dell’ordine è stato impegnato a contenere i manifestanti del sit in No green pass ha esploso diversi lacrimogeni per disperdere la folla ed evitare ulteriori scontri. La polizia ha poi azionato gli idranti dai blindati. La situazione è ancora molto tesa. I manifestanti in risposta lanciato petardi e bombe carta.

Un’altra protesta contro il green pass è in corso a piazza Bocca della Verità, sempre al centro di Roma, organizzata da Forza del Popolo.

In serata si sono ricompattati in piazza San Silvestro alcune decine di manifestanti No pass dopo l’ultima carica di alleggerimento su via del Corso.

Alcuni hanno urlato insulti contro il presidente della Repubblica e contro le forze dell’ordine schierate in tenuta antisommossa. L’area attorno a palazzo Chigi è completamente blindata e presidiata dagli agenti con i blindati.

Per il dodicesimo sabato consecutivo dallo scorso 24 luglio, i manifestanti ‘no green pass’ milanesi hanno deciso di ritrovarsi in piazza Fontana a protestare contro le restrizioni del governo per i non vaccinati. Alcuni degli organizzatori, guidati da Gianluigi Paragone, leader di Italexit, che meno di una settimana fa ha sfiorato l’elezione con il suo partito in Consiglio Comunale a Milano, hanno provato a convincere i manifestanti a limitare la protesta alla piazza con un sit in.

Proposta bocciata dal grosso della manifestazione che ha risposto con il coro ‘corteo, corteo’. Poco prima delle 18 quindi, il grosso dei manifestanti ha eluso lo sbarramento delle forze dell’ordine e ha iniziato la sua marcia aggirando piazza Duomo e dirigendosi verso piazza Missori e corso di Porta Romana, apparentemente senza una meta ben precisa. Tra gli striscioni in testa al corteo uno che recita “La scienza non obbliga: dimostra” e un cartello che dice “Dimissioni subito da chi ha venduto l’Italia e tradito il popolo italiano”.

Dopo le 21, si è intanto conclusa in piazza Duomo, dove i manifestanti hanno iniziato a disperdersi, la marcia di protesta non autorizzata dei ‘No green pass’ milanesi.

Dopo essere stati respinti nel loro tentativo di raggiungere l’interno della Stazione Centrale di Milano, i manifestanti ‘No green pass’, le cui fila si sono mano a mano assottigliate, hanno imboccato via Fabio Filzi, passando di fronte al Pirellone, sede del Consiglio Regionale della Lombardia, per poi giungere in piazza della Repubblica. La protesta si è poi spostata in viale Tunisia per poi tornare in corso Buenos Aires e in Porta Venezia, fino a dirigersi in piazza San Babila e concludersi in piazza Duomo, dove polizia e carabinieri hanno impedito al corteo di accedere alla Galleria Vittorio Emanuele.

Diversi gli automobilisti spazientiti per i disagi provocati dai manifestanti, che si sono fatti sentire a colpi di clacson.

REGIONI: “RIVEDERE SISTEMA O RISCHIO CAOS”

Intanto, dopo aver chiesto una vasta estensione del certificato, a meno di una settimana dall’introduzione del profilo più ‘restrittivo’, le Regioni fanno parziale marcia indietro: “Sia permessa l’auto-somministrazione dei test in azienda”.

La linea dettata di governatori leghisti Massimiliano Fedriga e Luca Zaia in mattinata, sposata dal segretario del Carroccio: “È possibile, anzi doveroso e previsto dall’Europa”. Diversa la soluzione di Forza Italia: “Si valuti l’obbligo vaccinale”.

Allungare i tempi di validità del tampone e dare la possibilità alle imprese di organizzarsi anche autonomamente per l’esecuzione dei test per evitare il “rischio caos” a partire da venerdì 15, quando il Green pass diventerà obbligatorio sui luoghi di lavoro pubblici e privati.

Le modifiche verranno discusse con ogni probabilità, mercoledì 13, in Conferenza delle Regioni.

La linea era già saltata fuori con alcune interviste di governatori di centrodestra – compreso Massimiliano Fedriga, che della Conferenza è presidente – ed è sostanzialmente identica a quella del leader della Lega Matteo Salvini: maglie un po’ più larghe per evitare che milioni di lavoratori ancora non in possesso del Green pass si ritrovino a dover ricorrere con grande frequenza al tampone.

Per questo la Conferenza delle Regioni chiede una sostanziale “riorganizzare” del sistema di rilascio del certificato per chi effettua un test, allungando ulteriormente i tempi di validità.

Attualmente il Green pass dura 48 ore se ci si è sottoposti a un test antigenico rapido e 72 ore in caso di tampone molecolare. Inoltre, i governatori chiedono anche che il governo conceda alle imprese di poter organizzare autonomamente l’esecuzione dei test.

Già in mattinata due presidenti del Carroccio di “peso” come Fedriga e Zaia, attraverso le pagine de La Stampa e La Repubblica, avevano dettato la linea, identica a quella del loro segretario. “Il governo deve intervenire tempestivamente, per consentire alle imprese di organizzarsi”, aveva detto il governatore del Friuli Venezia Giulia e numero uno della Conferenza delle Regioni. “Non saremo in grado di offrire a tutti i non vaccinati un tampone ogni 48 ore. Gli imprenditori con cui parlo io sono preoccupatissimi”, l’allarme di Zaia.

LA CONDANNA BIPARTISAN

Il presidente del Consiglio Mario Draghi “condanna le violenze che sono avvenute oggi in varie città italiane. Il diritto a manifestare le proprie idee non può mai degenerare in atti di aggressione e intimidazione”.

Così una nota di Palazzo Chigi. Il Governo “prosegue nel suo impegno per portare a termine la campagna di vaccinazione contro il Covid-19 e ringrazia i milioni di italiani che hanno già aderito con convinzione e senso civico”.

“La violenza non è mai giustificata, non è mai la soluzione. Non confondiamo la violenza di pochi criminali con le richieste ragionevoli di chi vuole tutelare salute, diritti, libertà e lavoro”. Lo dice il leader della Lega Matteo Salvini.

“Quanto accaduto durante la manifestazione di Roma è squadrismo inaccettabile. Esprimo la mia solidarietà alla Cgil e alle forze dell’ordine per le violenze odierne”. Così il ministro della Salute Roberto Speranza, commentando quanto avvenuto nella capitale durante la manifestazione ‘No Green pass’.

“Solidarietà alla #Cgil e alle forze dell’ordine per gli attacchi #squadristi di oggi. Inaccettabile quel che sta accadendo. Il Paese tutto risponda unito a queste degenerazioni intollerabili”. Così il leader del Pd, Enrico Letta su twitter.

“Questi non sono manifestanti, sono delinquenti. Massima vicinanza alle Forze dell’Ordine. Basta con questa violenza inaudita, basta strumentalizzare i vaccini e il green pass: stanno salvando vite umane ed evitando nuove chiusure. Con la salute dei cittadini non si scherza. La politica condanni, senza se e senza ma. Non devono esserci dubbi: la vita è una cosa preziosa”. Lo scrive su Facebook il ministro Luigi Di Maio dopo scontri a Roma. “Solidarietà alla Cgil per il vile attacco ricevuto. Condanniamo senza mezze misure quanto accaduto. Si tratta di episodi gravissimi, di una violenza inaudita”. Così il ministro Luigi Di Maio dopo gli scontri di Roma e l’assalto alla sede del sindacato.

“Mi auguro che i responsabili vengano individuati e puniti. Lascia infine sbigottiti la totale mancanza di controllo e prevenzione da parte del ministero dell’Interno. Una gestione pessima che una volta di più conferma l’inadeguatezza del ministro degli interni Lamorgese.”. Così la leader di FdI, Giorgia Meloni.

“Esprimere le proprie opinioni e manifestare pacificamente è legittimo, usare la violenza invece no. Le manifestazioni squadriste di questi minuti in centro a Roma sono inaccettabili e vanno condannate con forza. Voglio inoltre dare la vicinanza mia e di Montecitorio alla Cgil per le intimidazioni subite e gli atti di violenza”. Così il presidente della Camera, Roberto Fico.

“La violenza no green pass che sta scuotendo le strade di Roma è ingiustificabile. L’assalto al cuore delle istituzioni, alla Cgil e le minacce ai giornalisti sono indegni. La mia ferma condanna e solidarietà alle forze dell’ordine e alla Cgil. Non ci lasciamo intimidire”. Così il ministro per i Rapporti con il Parlamento Federico D’Incà.

“La realtà si è incaricata di smentire chi sostiene che il fascismo sia solo folklore o nostalgia. La manifestazione odierna di Roma, con evidente e preordinata regia, è sfociata in violenze, occupazioni e minacce contro istituzioni, forze dell’ordine, cittadinanza. Ancora una volta, a forza di seminare vento si raccoglie la tempesta della violenza e della sovversione”, dichiara Enrico Borghi della segreteria nazionale del Pd.

“Partito Democratico chiede a tutte le forze di maggioranza e di opposizione dell’ordine repubblicano di esprimere la più ferma e assoluta condanna di quanto accaduto”, aggiunge.

Non c’è spazio nel nostro Paese per i violenti #NoGreenPass. Quello che sta accadendo in questo momento a Roma è inaccettabile. Forze dell’ordine aggredite, bombe carta lanciate in pieno centro. Mi auguro che i responsabili vengano individuati al più presto! “. Lo scrive su Twitter il coordinatore nazionale di Forza Italia, postando anche un video dei disordini che ci sono in corso a Roma alla manifestazione contro il green pass.

“L’assalto alla Cgil non è una normale contestazione, è un atto di deliberato squadrismo. A guidarlo sono i neofascisti che dall’inizio della pandemia dirigono o strumentalizzano le manifestazioni contro la presunta dittatura sanitaria”.

Lo dice in una nota, Maurizio Acerbo, segretario nazionale del Partito del Rifondazione Comunista – Sinistra Europea

“L’invasione della sede del sindacato di Giuseppe Di Vittorio da parte di fascisti è inaccettabile e non può che essere condannato l’operato di chi gestisce l’ordine pubblico a Roma che non ha garantito la protezione alla sede della più grande organizzazione dei lavoratori italiani”. Esprimo la solidarietà di Rifondazione Comunista al compagno Maurizio Landini e a tutta la Confederazione Generale Italiana del Lavoro”, conclude Acerbo.