L’AQUILA – “La ferita è aperta e i fatti rimangono. Non sono pienamente convinto che la sentenza sulla Grandi rischi sia una sconfitta per la città; al di là della sorpresa, quella sì, certamente il pronunciamento della Corte d’Appello dell’Aquila ci dà la contezza che i responsabili penali sono altri”.
Così il consigliere comunale e assessore provinciale dell’Aquila Roberto Tinari, avvocato di professione, sulla sentenza shock del processo d’Appello alla commissione Grandi rischi che ha assolto 6 dei 7 esperti condannati in primo grado per aver rassicurato gli aquilani prima del sisma del 6 aprile 2009, causandone la morte.
“Le sentenze vanno rispettate anche quando sono di assoluzione. Non credo nei complotti e ho fiducia soprattutto nella Giustizia – scrive Tinari – Ma non basta essere innocenti. Chi sa ora parli chiaro e forte perché se quelli della Grandi rischi non sono colpevoli, ancor meno lo sono coloro che rimasero sepolti sotto le macerie”.
“A loro è dovuto il massimo rispetto e nei confronti delle loro famiglie la giustizia è dovuta – prosegue – Esistono da qualche parte responsabili che circolano a piede libero magari per L’Aquila, o per qualche altra Città, coloro che sapevano e non fecero nulla”.
La domanda che Tinari rivolge alla giustizia è: “Chi non fece quello che invece doveva? Tantissimi cittadini si interrogano in questo modo ed è giusto che qualcuno dia loro una risposta. I cittadini aquilani non vogliono un colpevole anche se innocente; vogliono Giustizia – conclude – E la Giustizia ha il compito di giudicare i responsabili”.





