L’AQUILA – “Un tribunale vi ha assolti, la storia vi condanna”.

Così gli aquilani manifestano, con rabbia e dolore, dopo la sentenza-shock che ha assolto 6 esperti su 7 della commissione Grandi rischi.

Una manifestazione silenziosa di persone comuni, qualcuno con la bandiera neroverde, i colori simbolo della città.

Circa 500 persone alla Villa comunale, altre si sono aggiunte man mano, fino al corteo finale che si è concluso con grida di “vergogna!” davanti alla nuova prefettura di corso Federico II.

Un proiettore ripropone le frasi dei componenti della Grandi rischi e dell’ex capo della Protezione civile, Guido Bertolaso, ancora in sospeso tra una richiesta di processo e una di archiviazione da parte della procura generale della Repubblica.

Tanti i familiari delle vittime. C’è il giornalista Giustino Parisse, l’avvocato Maurizio Cora e tanti altri.

Provoca reazioni una frase dell’ex direttore dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, Enzo Boschi, “escluderei che lo sciame sismico sia preliminare di eventi”.

“Quella commissione venne a rassicurare, non ad aiutare o a salvare vite – dice Parisse – Furono mandati da Bertolaso, fu una farsa quella del 31 marzo. Un giudice li ha considerati colpevoli, un altro innocenti. Vedremo in Cassazione”.

“Questa sentenza, tuttavia, spegne una luce su questa tragedia – avverte – Il messaggio che con questa manifestazione vogliamo lanciare è che lo Stato, la prossima volta, deve proteggere la popolazione. Cosa che qui non avvenne”.

Tra i presenti anche il tecnico Giampaolo Giuliani, che sostiene di poter prevedere i terremoti misurando le variazioni del gas radon nel sottosuolo. “A Boschi dico questo – afferma – gli scienziati ufficiali dicono di non saper prevedere i terremoti, io questo terremoto l’avevo previsto e ho fatto in modo che 300 vite umane si salvassero”.

Tra gli esponenti politici presenti, le senatrici Stefania Pezzopane (Pd) ed Enza Blundo (M5s) e il consigliere regionale Pierpaolo Pietrucci. Assente, invece, il sindaco del capoluogo, Massimo Cialente.

Momento intenso anche la riproposizione della telefonata di Bertolaso all’ex assessore regionale Daniela Stati in cui parlava di “operazione mediatica per tranquillizzare le persone”.

Quindi una breve performance teatrale con attori in maschera bianca che rappresentavano giudici, politici, scienziati e Protezione civile.

Alla fine un altro grande striscione viene srotolato: “309 ragioni per continuare a lottare”, in riferimento alle vittime del sisma.