L’AQUILA – Aggiornata al 29 ottobre per difetti di notifica ad alcune parti offesa, l’udienza in camera di Consiglio presieduta dal giudice per l’udienza preliminare Guendalina Buccella relativa all’ultimo filone del procedimentoi contro l’ex capo della protezione civile e commissario del sisma del’Aquila, Guido Bertolaso, nell’ambito del processo alla commissione Grandi rischi, l’organo scientifico consultivo della presidenza del Consiglio accusato di aver rassicurato gli aquilani e causato la morte nella riunione del 31 marzo 2009, a 5 giorni del terremoto del 6 aprile.
Questa udienza è la prima che si è celebrata nel rinnovato palazzo di giustizia del capoluogo in via XX settembre, in particolare nell’aula magna.
È l’ultima propaggine dopo lo sdoppiamento del procedimento giudiziario deciso dalla procura generale della Repubblica presso la corte d’Appello, che ha avocato a sé il fascicolo dopo due richieste di archiviazione della procura della Repubblica presso il tribunale, in particolare del pm Fabio Picuti, rigettate dal gip Giuseppe Romano Gargarella.
L’avvocato generale Romolo Como, oggi presente in aula per sostenere l’accusa, ha svolto nuove serrate indagini e ascoltato testimoni dopodiché ha diviso in due i casi di vittime del sisma per la cui morte era indagato anche Bertolaso, per omicidio colposo.
Per alcuni ha chiesto e ottenuto pochi mesi fa l’archiviazione dell’ex sottosegretario, per altri, invece, ha richiesto il processo, istanza su cui dovrà deliberare il gup Buccella.
Una divisione che ha suscitato polemiche tra i familiari delle vittime.
Nel filone principale, dopo le 7 condanne in primo grado e 6 assoluzioni è una condanna alleviata in appello, il 19 novembre si attende il definitivo verdetto della Corte di Cassazione.
AVVOCATO PARRETTA: “BEN VENGA UN PROCESSO REGOLARE”
Le parti civili non hanno reagito con particolare disappunto allo slittamento dell’udienza.
“Con tante parti è normale e fisiologico che ci possano essere problemi con le notifiche e un rinvio tecnico per rinnovarle”, ha detto alla fine l’avvocato di parte civile Stefano Parretta, che assiste la famiglia Visione, autore di una delle istanze di avocazione.
“La procura generale anche solo con l’avocazione ha mostrato una presa di posizione molto forte nei confronti della procura – ha evidenziato – Ha approfondito le indagini e fatto un ottimo lavoro e con la richiesta di rinvio a giudizio ha fatto un passo molto forte per accertare la verità”.
Il legale ha ribadito che “non chiediamo un colpevole purché sia, ma che ci sia un processo perché c’è materiale per farlo. Ben venga il rinnovo delle notifiche e ben venga partire con un processo regolare che non lascia indietro possibili vizi”.
Quanto ai rischi di prescrizione per Bertolaso, “essendo contestato anche il quarto comma la prescrizione si allunga molto, parliamo di una quindicina d’anni”.
FALSO ALLARME BOMBA IN CORTE D’APPELLO
Falso allarme bomba presso la Corte d’Appello dell’Aquila, accanto al palazzo di Giustizia che proprio oggi ha riaperto i battenti.
Secondo quanto appreso, intorno alle 10 una telefonata anonima ha avvertito della presenza di un ordigno.
Una delle aule della Corte, dov’era in corso un’udienza, è stata evacuata e sono cominciate le operazioni di bonifica, eseguite dal personale della questura.
Dopo circa un’ora la situazione è tornata alla normalità.
L’allarme non ha riguardato il vicino edificio che ospita la procura generale, i cui dipendenti e magistrati sono rimasti nei propri uffici.
OPERAIO SALE SU UNA GRU E PROTESTA
Operaio sale su una gru per protesta nella zona del rinnovato palazzo di Giustizia dell’Aquila.
È successo in quella che doveva essere soprattutto la mattina della riapertura del tribunale ricostruito dopo 6 anni e mezzo e invece si è caratterizzata per questa protesta e anche per il falso allarme bomba nella vicina Corte d’Appello.
Secondo quanto si è appreso, l’operaio, di nazionalità rumena, si è issato sulla gru in via Filmousi Guelfi. In base a quanto riscontrato dalle forze dell’ordine, non avrebbe manifestato l’intenzione di buttarsi.
Sul posto sono intervenute la Polizia di Stato, già presente per la telefonata anonima dell’ordigno e per l’ordine pubblico, e la Guardia di finanza. (alb.or.)





