L’AQUILA – “Nella telefonata alla Stati, Bertolaso ha imposto con fare perentorio che i componenti della Grandi rischi sarebbero venuti all’Aquila per ‘zittire’. Era già d’accordo su quello che dovevano dire, quindi non c’è ragione per cui debba essere scagionato. La colpa è cosciente, c’è dolo eventuale”.
L’avvocato Angelo Colagrande, che rappresenta Vincenzo Vittorini nell’ambito della vicenda giudiziaria ‘satellite’ relativa al processo Grandi Rischi che vende imputati l’ex capo della Protezione civile Guido Bertolaso e l’ex assessore regionale Daniela Stati per omicidio colposo, spiega ad AbruzzoWeb il perché della richiesta di un aggravamento del capo di imputazione a omicidio volontario avanzata ieri nel corso dell’udienza preliminare.
Se il giudice per le indagini preliminari Giuseppe Romano Gargarella sceglierà di imporre l’imputazione coatta invece di archiviare tutto come richiesto dal pm Fabio Picuti, verrà avviato quello che già viene chiamato il processo “Grandi Rischi 2”.
Al centro della vicenda, la telefonata intercorsa tra Bertolaso e Stati in cui si ascolta l’ex sottosegretario dire all’assessore di voler convocare la riunione Grandi Rischi per un’”operazione mediatica” con cui tranquillizzare la gente.
“In quella telefonata – spiega Colagrande – fatta il 31 marzo del 2009, Bertolaso telefona alla Stati dicendole di aver sentito De Bernardinis, di essersi messi d’accordo per zittire qualche imbecille, riferendosi chiaramente al tecnico Giampaolo Giuliani“.
“Un’operazione di facciata, tanto che gli stessi componenti della Grandi Rischi si sono arrabbiati perché non sapevano di cosa parlare durante l’incontro”, aggiunge.
Per l’avvocato la chiave è lì, in quello ‘zittire’: “Ha imposto ciò che doveva essere detto, una sorta di ‘voi dovete dire’ che rientra nel gioco scellerato che ha ridotto L’Aquila a quello che è”.
Per Colagrande, se Bertolaso “avesse agito come un uomo della Protezione civile, avrebbe fatto tutt’altro, come ordinare, per esempio, l’allestimento dei campi di raccolta”.
L’aggravamento del capo di imputazione è stato chiesto anche per l’ax assessore alla Protezione civile, anche se la sua posizione sembra più leggera: “secondo il mio personale parere lei non ha fatto altro che riferire”.
Il legale, in rappresentanza di Vittorini (che nel processo Grandi rischi era assistito dall’avvocato Fabio Alessandroni), sembra spingere affinché il gip disponga nuove indagini. “Vogliamo sapere la verità e non che si decida oggi. Interrogate Giuliani, vogliamo iniziare a capire davvero come stanno le cose”.
Il giudice ha 5 giorni di tempo per decidere se ampliare le indagini o confermare l’archiviazione.
Stati: Pronto?
Bertolaso: Sono Guido Bertolaso.
S: Oh! Buonasera, caspita che onore.
B: Come stai?
S: Bene, tu come stai Guido?
B: Bene. Senti, ti chiamerà De Bernardinis, adesso, il mio vice, al quale ho detto di fare una riunione lì all’Aquila domani su questa vicenda di questo sciame sismico che continua, in modo da zittire subito qualsiasi imbecille, placare illazioni, preoccupazioni, eccetera.
S: Ti ringrazio, Guido. Grazie mille.
B: Però devi dire ai tuoi di non fare comunicato dove non sono previste altre scosse di terremoto, perché quelle sono cazzate, non si dicono mai queste cose quando si parla di terremoti.
S: Va benissimo.
B: È uscita un’agenzia che dice ‘non ci saranno altre scosse’, ma questa è una cosa che non si dice mai, Daniela, neanche sotto tortura.
S: Io guarda, Guido, non lo sapevo e mi scuso per loro perché ecco in questo momento dalla Giunta.
B: Figurati, non c’è problema, però digli che quando devono fare comunicati parlassero con il mio ufficio stampa, che ormai ha la laurea honoris causa in informazione in emergenza e quindi sanno come ci si comporta in modo da evitare boomerang perché se tra due ore c’è una scossa di terremoto, che cosa dicono i tuoi?
S: Li chiamo subito.
B: Il terremoto è un terreno minato, bisogna essere prudentissimi. Comunque questa cosa la sistemiamo. La cosa importante è che adesso De Bernardinis ti chiama per dirti dove volete fare la riunione. Io non vengo, ma vengono Zamberletti, Barberi, Boschi, quindi i luminari del terremoto d’Italia. Li faccio venire all’Aquila o da te o in prefettura, decidete voi, a me non frega niente, di modo che è più un’operazione mediatica, hai capito?
S: Sì, sì.
B: Così loro, che sono i massimi esperti di terremoti diranno: è una situazione normale, sono fenomeni che si verificano, meglio che ci siano 100 scosse di 4 scala Richter piuttosto che il silenzio perché 100 scosse servono a liberare energia e non ci sarà mai la scossa, quella che fa male. Hai capito?
S: Va bene allora io intanto adesso li chiamo cerco di bloccare il comunicato…
B: No, no, no, l’hanno già fatto, ci stanno mettendo una pezza i miei. Tu adesso parla con De Bernardinis e decidete dove fare questa riunione domani, poi fatelo sapere che ci sarà questa riunione, che non è perché siamo spaventati e preoccupati, ma è perché vogliamo tranquillizzare la gente. E invece di parlare io e te, facciamo parlare i massimi scienziati nel campo della sismologia.
S: Va benissimo. E poi ci vediamo domani pomeriggio a Roma perché il presidente Chiodi mi diceva che ci sarà un incontro sui Giochi del Mediterraneo
B: Non ci sarò io ci sarà Aiello, domani pomeriggio sarò a Napoli.
S: Va bene allora poi ti mando una relazione su quello che è successo.
B: Va bene.
S: Grazie Guido. Ciao, buona serata.
B: Ciao






