ROMA – Tra gli emendamenti dei relatori allo Sblocca Cantieri in arrivo in aula al Senato c’è il commissario per realizzare i lavori di messa in scurezza dell’acqifero del Gran Sasso, messo a rischio dal pasagio dei veicoli nel traforo della A24, e dai lavoratori di fisica nucleare. Lo ha detto il ministro delle infrastrutture e trasporti Danilo Toninelli a margine di una riunione di maggioranza al Senato sullo Sblocca cantieri.

“Molto importante l’emendamento Gran Sasso: struttura commissariale definita, insieme al presidente della Regione Abruzzo Marsilio. Vanno ancora stabilite le coperture, le stanno istruendo al Mef, ma dò per scontato, non possiamo permetterci di rischiare la chiusura del Traforo”, ha detto Toninelli, precisando che si tratta di 150-180 milioni, e si potrebbe iniziare con 20-30 milioni quest’anno. Sdp aveva deciso di chiudere il traforo per non incorrere nell’accusa di reiterazione del reato in riferimento al processo, con udienza in programma il 13 settembre prossimo, in cui è coinvolta con l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (Infn) e Ruzzo Reti Spa, in merito all’ipotesi di inquinamento della falda acquifera del Gran Sasso.

Poi il dietrofront, a seguito della levata di scudi delle istituzioni ad ogni livello. Secondo il Piano di emergenza predisposto dalla Prefettura dell’Aquila oltre al rischio sismico all’interno dei laboratori dell’Infn, persistono alcune criticità strutturali che riguardano gli stessi laboratori (volte non rinforzate) e i by pass dei tunnel autostradali, privi di porte EI-Sa (resistenti al fuoco a tenuta di fumi freddi). Inoltre in caso di incidente rilevante nei laboratori i contaminanti potrebbero disperdersi in falda, che viene utilizzata da circa 700 mila persone nelle province di Teramo, L’Aquila e Pescara.