L’AQUILA – “Sono direttore di esercizio in numerose stazioni sciistiche, ma solo all’Aquila succede che io presenti ad aprile l’elenco degli interventi necessari e a settembre se ne inizi a parlare”.

All’ingegner Marco Cordeschi le polemiche innescate dalla Filt Cgil interessano poco, e in effetti il suo è un indirizzo tecnico, non politico. Suggerisce, ma non sceglie.

Il direttore di esercizio degli impianti di Campo Imperatore, da tecnico, ha buoni alibi a sua discolpa per i ritardi negli interventi che vanno effettuati su Scindarella, Fontari e Funivia per scongiurare il rischio che la stazione invernale resti chiusa.

Anche se ad AbruzzoWeb garantisce che i tempi, per una regolare apertura della stagione sciistica, ci sono comunque tutti.

Lui il proprio lavoro assicura di averlo ha fatto. “Il 27 aprile – ricorda – come ogni anno ho consegnato all’azienda l’elenco degli interventi, una nota dettagliata con i lavori necessari allegando un prospetto con i costi presunti di ciascun intervento”, al quale sono seguite altre interloquzioni. “Il Comune ha chiesto lumi sulla seggiovia delle Fontari, a maggio ho adempiuto presentando una relazione”.

Oggi è prevista una riunione con il sindaco, Massimo Cialente, dalla quale si conosceranno con maggiore chiarezza le volontà dell’amministrazione. Anche perché è il Comune a dover sostenere qualsiasi costo, visto che per le casse del Centro turistico è impensabile qualsiasi spesa extra.

Lunedì 21 settembre è invece previsto l’inizio degli interventi di manutenzione alle Fontari. La ditta costruttrice deve sostituire parti elettriche ed elettroniche danneggiate, mentre un sopralluogo di un’altra azienda, fornitrice delle parti meccaniche, sarà propedeutico alla risoluzione di problemi che l’impianto ha da qualche anno.

Probabilmente perché si confidava nell’avvio dei lavori per le nuove Fontari, che se fossero partiti a luglio si sarebbero potuti ultimare per l’inizio della stagione, fatto sta che la “memoria” di Cordeschi è stata praticamente ignorata.

“Se la stazione aprirà o meno non dovete chiederlo a me” chiarisce infatti il direttore, consapevole dell’annosità della questione: “Da 15 anni mi riunisco con i capi servizio e facciamo l’elenco dettagliato dei lavori, se poi ci sono problemi di carattere politico, economico o amministrativo non sono io a poterli risolvere”.

“In tutti gli impianti di cui sono direttore, come Prati di Tivo o meglio ancora Roccaraso, presento ad aprile l’elenco degli interventi necessari. Ma lì la gestione è privata e un privato non può permettersi di temporeggiare fino a settembre”.

“Il sistema turistico di quel comprensorio è cento volte più grande, certo, ma essendo in mano ai privati da anni, valutano tutto e tutti”, sottolinea poi.

La sola idea che si possano non aprire gli impianti, chiosa, “è una cosa non brutta ma di cui vergognarsi”. Quella, riferendosi al Centro turistico del Gran Sasso, è “un’azienda che dovrebbe essere chiusa da anni”.

“Per indirizzo politico si sta cercando di tenerla aperta confidando in uno sviluppo positivo”, conclude.