L’AQUILA – “È semplicemente un accordo elettorale per trascinare la maggioranza fino all’anno prossimo, per mettere un po’ di colla a qualche sedia. Il piano d’area resta inapplicabile perché i vincoli ambientali non consentono di edificare neanche un centimetro quadrato”.
Così Luigi Faccia, presidente della scuola Sci Assergi, ex consigliere comunale e promotore del referendum che chiede la riperimetrazione dei confini del Parco nazionale e dell’area Sic (Sito di interesse comunitario), sull’intesa raggiunta dal centrosinistra che guida il Comune dell’Aquila sullo sviluppo del Gran Sasso.
Un accordo che prevede il mantenimento dell’attuale perimetrazione sia del Parco che delle aree vincolate, come Sic e Zps (Zona di protezione speciale), e indica in un turismo pluristagionale che privilegi un modello di sviluppo condiviso tra gli obiettivi da perseguire. Affidando al Parco le necessarie valutazioni a cui dovranno essere assoggettati gli interventi e i progetti previsti in aree sottoposte a tutela ambientale.
“Parlano solo di aria fritta e non affrontano il vero problema che è quello dell’attuazione del piano d’area – dice Faccia ad AbruzzoWeb – se non lo affrontano come noi come vogliono affrontarlo?”.
Faccia ricorda come “i siti di natura duemila, che comprendono i Sic e le Zps, sono aree entro le quali è impossibile fare nuove costruzioni”.
“In conferenza stampa il capogruppo del Pd Stefano Palumbo dice che il collegamento tra la Fossa di Paganica e la Scindarella sarà affrontato dalla Regione perché mezza area è dento il Sic e mezza fuori – aggiunge Faccia – ma non è assolutamente così perché il Sic si estende dal lago di Campotosto fino quasi a Penne”.
“Se non sanno le cose è meglio che non parlano, parlano di Gran Sasso senza sapere di cosa parlare, Palumbo non conosce neanche la cartina”.
Sullo sviluppo del Gran Sasso è intervenuta anche l’associazione Motociclisti aquilani. L’intesa della maggioranza “è un classico esempio di politica diretta a fini personali, nessuna attenzione né al territorio né agli interessi degli aquilani”, secondo il presidente Massimiliano Mari Fiamma.
“Come si puo’ fare sviluppo senza ridisegnare, se non i confini dello stipendificio denominato Parco nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga, almeno i Sic che impediranno qualsiasi opera al loro interno (anche una semplice ristrutturazione di abitazione principale)”.
Da Mari Fiamma, poi, un attacco frontale al presidente della Commissione Territorio Enrico Perilli, di Rifondazione comunista.
“Noto alle cronache per dubbi sulle regolarità edilizie di un manufatto a Colle di Roio e per il suo appoggio agli autori dell’occupazione di edifici comunali come Casematte e l’asilo di viale Duca degli Abruzzi – dice – sbraita da tempo sulla ‘applicazione delle regole’ che evidentemente considera tali solo quando riguardano gli altri”.






