TERAMO – Tutto congelato nel rinnovo dei vertici del Parco nazionale Gran Sasso-Monti della Laga, in particolare sembra indistruttibile l’impasse nella nomina del nuovo presidente dell’ente, con un duplice braccio di ferro, politico e territoriale.
I due candidati a sostituire l’ex Arturo Diaconale, transitato nel Consiglio d’amministrazione della Rai, sono da tempo l’avvocato teramano Tommaso Navarra e il vice sindaco dell’Aquila ed ex procuratore della Repubblica Nicola Trifuoggi.
Con inevitabile scontro ancora irrisolto tra i due versanti del Gran Sasso, quello aquilano e quello teramano, che con i rispettivi candidati rivendicano la presidenza del Parco.
Come se non bastasse c’è anche uno scontro, questa volta politico e trasversale, alle due province che vede contrapposto a Roma il Partito democratico e Nuovo centro destra, con in testa il deputato Paolo Tancredi, neo relatore della finanziaria 2015 che, secondo quanto si è appreso, non vedrebbe di buon occhio il nome di Navarra.
Per il ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti, che dovrà effettuare la nomina, si apre così l’opzione salomonica di commissariare l’ente, in attesa di tempi migliori e di un nome a tutti gradito.
A spingere per Navarra è in primis il presidente della Regione, Luciano D’Alfonso, e a fare quadrato su questo nome sono gli esponenti di spicco del Pd teramano, con in testa il giovane capogruppo Sandro Mariani, con il supporto, però, anche di molti esponenti del centrodestra, uniti dall’interesse comune di mantenere il Parco una presidente espressione di un territorio che sempre più si sente penalizzato a vantaggio del capoluogo, da tagli e politiche di riordino: si vedano, per esempio, quelle della sanità o l’accorpamento delle prefetture.
Sul versante aquilano, Trifuoggi non sembra godere invece di tale sostegno convinto e compatto. Il più deciso sul suo nome sembra essere il consigliere dell’Aquila città aperta ed ex vice presidente del Consiglio regionale, Giorgio De Matteis e forte è la sua pressione diretta su Galletti, amico personale e con cui ha condiviso una militanza politica nell’Unione di centro.
Un appoggio al quale potrebbe unirsi, ma con altri fini, quello di parte del Pd e dello stesso primo cittadino Massimo Cialente, ai quali, si maligna, non dispiacerebbe neanche un po’ spedire Trifuoggi ad Assergi, nella sede del Parco, per evitare sue discese in campo come candidato sindaco alle prossime elezioni politiche a capo di una lista civica aliena al centrosinistra, ipotesi già vagheggiata con scalpore.
Visti questi e altri intrecci politici, forte è, dunque, la tentazione di Galletti di procedere al commissarimento, che peraltro non sarebbe certo una novità per il Parco Gran Sasso-Laga.
Di nomi di possibili commissari non ne circolano ancora. A eccezion fatta, forse, di quello di Domenico De Masi, professore emerito di Sociologia del lavoro presso l’Università “La Sapienza” di Roma già Presidente del Parco nazionale del Cilento.
Il 18 novembre scorso infatti, proprio De Masi ha fatto visita alla sede di Assergi, invitato dal direttore, Domenico Nicoletti, e dai vertici attuali dell’ente, ovvero il vice presidente, Maurizio Pelosi, e il consigliere Stefano Petrucci.
Toni entusiasti nel comunicato stampa diramato dall’ente dopo l’incontro, in cui cui De Masi viene definito “sociologo di chiara fama”, che “ha saputo dare slancio operativo e nuova motivazione alla missione dell’Ente”, ovvero il Parco del Cilento da lui presieduto”, ed ancora persona dotata della giusta esperienza “per un sempre più concreto e qualificato avvio di un nuovo rapporto con il territorio.
Molto di più di semplice piaggeria: più di un osservatore in questi toni di esaltazione ci ha letto un implicito appoggio da parte dell’amministrazione del Parco a favore del sociologo ambientalista. Filippo Tronca





