L’AQUILA – Non sono servite le circa cinquanta sanzioni del Corpo forestale dello Stato emesse nel corso degli ultimi dodici mesi ad altrettanti automobilisti per arginare il fenomeno dei parcheggi selvaggi sull’eliporto di Campo Imperatore (L’Aquila).

Un malcostume che più di una volta ha causato ritardi nelle operazioni di soccorso. L’ultima sabato scorso quando l’elicottero del 118 ha avuto difficoltà nel recuperare una 22enne di Scoppito (L’Aquila) che si era infortunata ad un ginocchio mentre scendeva dal Corno Grande che, ammette Antonio Crocetta, delegato Abruzzo del soccorso alpino, “avrebbe potuto avere conseguenze gravissime se l’intervento fosse stato di estrema urgenza”.

“Capita spessissimo ed è piuttosto grave”, confermano dal Cnsas, il corpo nazionale di soccorso alpino e speleologico.

L’elicottero è spesso costretto ad atterraggi di fortuna sui prati circostanti, come accaduto l’altro giorno, “per il timore di danneggiare auto di privati che senza coscienza e un minimo di buon senso parcheggiano fin sopra la piattaforma”.

L’eliporto è collegato al piazzale antistante l’albergo di Campo Imperatore da una strada sterrata percorsa dagli automobilisti più indisciplinati.

Agenti della Forestale, cui è capitato persino di sanzionare un anziano signore che lo scorso anno era arrivato in moto al rifugio Duca degli Abruzzi, raccontano di come più volte abbiano apposto una catena di fortuna al varco di accesso per interdire il transito ma di come venga sistematicamente rimossa.

Il parcheggio, poi, è da tempo terra di nessuno.

Il Comune dovrebbe mandare delle pattuglie di vigili urbani, ma pare che per carenze di uomini e mezzi questo non avvenga. Il corpo, dal canto suo, si trincera dietro un disarmante silenzio e il comandante non è disposto a rilasciare dichiarazioni in merito.

“Purtroppo qualche sconsiderato c’è sempre, ma c’è comunque da dire che manca una adeguata segnaletica” osserva Crocetta, che tende in qualche modo ad assolvere gli automobilisti.

La piazzola, ricorda infatti ad AbruzzoWeb, fu fatta per consentire l’atterraggio di Giovanni Paolo II, “che poi noi la utilizziamo per favorire l’atterraggio dell’elicottero è un altro discorso”.

“C’è bisogno di sensibilizzare le amministrazioni e che l’automobilista sia messo nelle condizioni di sapere qual è la regola – aggiunge – Molte persone neanche si rendono conto. L’H c’è e il triangolo pure e da quello si individua che è una piattaforma di soccorso, ma potrebbe anche sembrare una piattaforma privata”.

La piazzole, poi, vanno lasciate libere anche nelle vicinanze “perchè l’elicottero ha bisogno di spazio anche intorno”.

Fare atterraggi fuori perdendo del tempo vanifica il senso dell’elisoccorso.

Un malcostume, quello di parcheggiare in ogni dove, tristemente diffuso.

A Rigopiano, ad esempio, il Cnsas ha dovuto interessare la Prefettura di Pescara per far emettere al Comune di Farindola una ordinanza che interdicesse il traffico nei pressi della piazzola dove atterrano gli elicotteri.