L’AQUILA – “Il Gran Sasso Institute? Se ci fosse stato Ferdinando Di Orio questa seconda università non sarebbe mai nata, siamo su Paperissima o Striscia la Notizia?”.
Questo il punto di vista estremamente critico di Francesco Bizzarri, docente dell’Università dell’Aquila e presidente del Cus, primo a uscire allo scoperto contestando apertamente dai microfoni di AbruzzoWeb la nascita del secondo ateneo celebrata nei mesi scorsi.
Un’università bis che punterà alla qualità dei suoi dottorandi invece che ai grandi numeri e che, secondo quanto affermato dal rettore neo eletto, Eugenio Coccia (nominato dopo un avviso lampo e balneare di 11 giorni), e confermato anche dalla rettrice della “statale”, Paola Inverardi, sarà “un valore aggiunto per la città”.
Bizzarri non è d’accordo ed evoca addirittura di chiamare in causa l’Autorità nazionale anti corruzione (Anac) di Raffaele Cantone.
La sua uscita pubblica, peraltro, conferma il clima di spaccatura che ha creato questa nascita all’interno degli ambienti accademici aquilani, con una parte della docenza favorevolissima e un’altra totalmente contraria tanto che, nel caso di Bizzarri, antidioriano storico, viene rimpianto addirittura il vecchio rettore.
“Nel momento in cui c’è una spending review a livello nazionale che coivolge anche L’Aquila terremotata, mentre si chiude la Forestale e vengono fatte ripagare le tasse agli studenti – evidenzia il docente – invece di portarla dentro l’Ateneo aquilano facciamo nascere una seconda università?”.
Secondo Bizzarri, “per determinati corsi, chimica, fisica, informatica, nonostante sia ripartita con delle difficoltà l’Università aquilana poteva avere una nicchia privilegiata e invece qualcuno ha pensato di farne un’altra. Questa cosa la trovo di un’anomalia unica, bisognerebbe scrivere a Cantone per avere un suo pensiero”.
“Avrei capito se avesse portato fondi nuovi dentro l’Ateneo – prosegue ancora – ma da quello che leggo e che da quello che ha detto il ministro Stefania Giannini, il Gssi ha ricevuto una serie di fondi immensi, mi auguro che questo non comporti un danno all’Ateneo”.
Si tratta di 3 milioni di euro a decorrere dall’annualità 2016, disposti nel cosiddetto decreto “Scuola e ricerca” del governo Renzi convertito in legge lo scorso fine maggio.
“Mi auguro che ci sia massima trasparenza – incalza il docente critico – Vorrei sapere chi è il personale amministrativo, dov’è stato preso, se sono stati fatti dei bandi, come vengono chiamati i docenti”.
E con la nascita del Gssi, per Bizzarri, si rientra anche in un’altra vicenda, quella dell’unione o federazioni di Atenei.
“Finita, purtroppo, l’era della riforma degli ospedali, prima o poi si comincerà a ridire che l’Abruzzo non può gestire tre università – il suo vaticinio – Era già successo e il vecchio rettore aveva preso contatti con i rettori sia di Teramo che di Chieti per cercare di capire come organizzare”.
“Che sia chiaro, se dovesse ripartire una situazione del genere, l’Università dell’Aquila si unisce con la sua seconda Università, né con Teramo né con Chieti”, conclude.anciato un messaggio ben preciso, non so se ha fatto l’interrogazione parlamentare, mi auguro di sì. Alberto Orsini






