L’AQUILA – L’apertura invernale delle arterie del comprensorio montano dell’Aquila è soggetta alle condizioni meteorologiche, ma i cittadini spesso entrano in polemica con le scelte della Provincia di chiuderle, lamentando poca attenzione da parte dell’Ente stesso e sottolineando che a volte restano sbarrate anche in assenza di neve e ghiaccio.
Per risolvere questa questione l’unica cosa da fare “è istituire un piano di programma con i Comuni di Castel del Monte e Santo Stefano di Sessanio, nel quale si assumano una parte di responsabilità sul tratto stradale”, ha spiegato ad AbruzzoWeb Pierluigi Del Signore, consigliere provinciale dell’Aquila, delegato alla Viabilità.
Un accordo che prevederebbe, dunque, una ripartizione delle competenze, “affinché ci sia un maggiore controllo – ha aggiunto – più volte sono state richieste somme di denaro alla Regione per mettere in sicurezza il tratto, visto che la Provincia non può accollarsi le spese, ma nessuno ci ha mai ascoltati”.
L’apertura e la chiusura di questi particolari tratti, che nel periodo invernale possono diventare pericolosi a causa del ghiaccio, viene decisa dalla Provincia, ma “non si tratta di una decisione casuale, la commissione valanghe del Comune detta delle priorità, noi ci regoliamo in base alle condizioni di sicurezza per i cittadini”, ha proseguito.
Proprio l’altroieri è stata riaperta, dopo una querelle tra cittadini e Provincia, l’arteria provinciale che collega il comune di Santo Stefano di Sessanio con Fonte Cerreto, a Campo Imperatore (L’Aquila), passando per il lago Racollo.
Si tratta della strada provinciale 97, dove è riapparsa, nei giorni scorsi, una nuova sbarra a bloccare il transito quando necessario, dopo la rottura di quella vecchia.
Buone notizie anche per la provinciale 86, nota come “strada del Vasto”, che, come anticipato da questo giornale, sarebbe stata riaperta in settimana e, ora, è nuovamente percorribile.
Nelle scorse settimane si era sollevata una polemica proprio in merito alla Sp 97 e in particolare sul mucchio di pietre sulla careggiata per bloccare il passaggio sulla strada, sulla questione il consigliere ha spiegato che “è stata una mossa necessaria e simbolica, a seguito di un atto vandalico ai danni della sbarra, posta a chiusura del tratto per motivi di tranquillità e di incolumità della cittadinanza, che qualcuno e penso a qualche operatore locale, ha segato e riverso a terra”, ha concluso Del Signore.




