ASSERGI – L’Amministrazione Separata dei Beni Usi Civici della frazione di Assergi (L’Aquila) va avanti sulla strada del referendum per uscire dall’ente Parco.

L’idea si era fatta strada dopo il veto posto dal Parco nazionale del Gran Sasso sull’istruttoria tecnica per la sostituzione degli impianti della seggiovia Fontari. Un fatto che ha alzato un polverone anche sul futuro del territorio aquilano e lo sviluppo del Gran Sasso, che secondo gli operatori turistici verrebbe continuamente ostacolato dall’ente.

Lanfranco Massimi, dell’Asbuc aveva già lanciato l’idea del ‘distaccamento’, uscendo dai confini del parco.

Nella riunione di ieri, domenica 5 luglio, l’amministrazione separata della frazione ha confermato il proprio indirizzo amministrativo nei confronti dell’Ente Parco.

“Si è ribadito, dopo i numerosi interventi apparsi sugli organi di stampa e sul web – si legge in una nota firmata dal presidente Luca Scarcia – che questo parco non ha ancora manifestato, nonostante siano trascorsi più di venti anni dalla sua istituzione, quella necessaria collaborazione e vicinanza agli interessi vitali delle popolazioni autoctone. La sua gestione negli anni, invece di essere un valore aggiunto per il territorio, è di fatto diventata una limitazione e un freno per la crescita socio economica dei residenti, assumendo sempre più spesso una precisa volontà di privazione dei dirittti inalienabili di uso civico appartenenti ai locali”.

“In considerazione di ciò e dell’acuirsi dell’atteggiamento ostruzionistico e negazionista verso un concreto sviluppo turistico (e non solo), l’Asbuc di Assergi appoggerà l’iniziativa tesa a proporre il referendum consultivo, previsto dal regolamento del Consiglio comunale dell’Aquila, per la verifica della volontà delle popolazioni in merito alla permanenza del territorio comunale all’interno dei confini del Parco”, conclude. (e.m.)

LIRIS: “ASSERGI COME LA GRECIA”

“Sarò a fianco dei promotori del referendum per l’uscita dal Parco Gran Sasso! Non può essere ulteriormente accettato l’atteggiamento da parte dei tecnici del Parco che lavorano con attenzione scientifica per bloccare lo sviluppo turistico della montagna aquilana”.

Lo scrive in una nota il consigliere comunale dell’Aquila di Forza Italia Guido Liris che sbotta: “Noi come la Grecia!”.

“Ho finora dato la mia piena disponibilità a che si trovassero delle soluzioni di mediazione tra lo sviluppo sregolato e l’ambientalismo integralista – sbotta – Di fronte alle prese in giro di chi scambia disponibilità ed educazione per ingenuità è necessaria una presa di posizione forte e chiara”.

Liris ricorda che “siamo alla vigilia di un Consiglio direttivo che dovrà portare all’approvazione del Piano di Parco: qualche furbo e arrogante tecnico propone di individuare nel nuovo Piano quale Zona A (Riserva integrale senza possibilità alcuna di intervento) delle aree indispensabili per lo sviluppo del piano di investimenti turistici previsti a Campo Imperatore – prosegue ancora – Vengono compresi in queste aree i luoghi dove sono già previste le basi e gli arroccamenti degli impianti di risalita presenti e futuri: siamo alla farsa!”.

“E il sindaco parla ancora di sviluppo e privatizzazione? Dopo l’approvazione dell’attuale proposta di Piano del Parco non ci sarà futuro per gli investimenti, per gli operatori economici e turistici di Assergi, per gli operai del Centro Turistico – conclude – Di fronte a un atteggiamento miope e sterile di un ambientalismo fatto solo di vincoli e ostruzionismi credo debbano essere gli abitanti di Assergi e di tutto il territorio comunale a decidere sul proprio futuro, anche sfidando le normative europee: la Grecia, culla della democrazia, ci ha appena dato una lezione in merito”.