L’AQUILA – Dubbi di legittimità per la proroga dei vertici della Gran Sasso Acqua Spa e accuse alla “monarchia delle acque”, arrivano dal coordinatore comunale di Forza Italia dell’Aquila Stefano Morelli.
“Si apprende dalla stampa che il 1° luglio, in occasione della prossima assemblea dei sindaci convocata per l’approvazione del bilancio della Gran Sasso Acqua spa, si procederà ad una proroga di un anno del cda attuale invece di procedere alla nomina del nuovo vertice aziendale. La questione della proroga mi pone in dovere di porre all’amministrazione comunale due considerazioni, una di carattere tecnico e una di opportunità politica”, dice in una nota.
“La prima riflessione nasce dalla dubbiosa legittimità di un atto di proroga considerato che il regolamento comunale sembrerebbe prevedere non più di due mandati consecutivi per gli amministratori di aziende di sua proprietà. Sarebbe a mio avviso quanto meno opportuno avviare, da parte dell’amministrazione comunale, una serie di attente verifiche attraverso il segretario comunale sulla praticabilità di questa ipotesi. Sarebbe incomprensibile che in assenza di questi passaggi il sindaco, che in assemblea rappresenta il 47% del pacchetto azionario, si presti a votare questa proposta”, dice Morelli.
“La seconda considerazione nasce da una riflessione di carattere politico. L’attuale presidente della Gsa (Americo Di Benedetto, ndr) si trova al termine del quarto mandato consecutivo all’interno di questa azienda. Due come vice presidente nominato dalla giunta Tempesta e due come presidente nominato dalla giunta Cialente”.
“Ora appare quanto meno inopportuno che dopo 15 anni ininterrotti si continui con quella che sembra essere una ‘monarchia delle acque’ – dice Morelli – anche in considerazione del fatto che ‘il monarcha’ dovrebbe dimettersi con sei mesi di anticipo vista la sua non celata intenzione di correre per la fascia tricolore”.
“Sottolineo – continua il coordinatore azzurro – che persino il pessimo ed arrogante governo Renzi ha attuato il limite dei due mandati a tutte le aziende di stato partecipate dal tesoro. Ad ogni modo non mi stupirebbe che la sinistra aquilana calpesti il diritto e la decenza”.






