L’AQUILA – Come già anticipato da AbruzzoWeb, la società idrica dell’Aquilano Gran Sasso Acqua “fa fuori” il suo storico direttore tecnico, Aurelio Melaragni, ma l’addio è addirittura anticipato rispetto alla pensione prevista dal 1° gennaio prossimo.
“Comunico di non essere più in servizio presso Gsa”, ha scritto in un sms l’interessato, che lo scorso maggio aveva chiesto una proroga, non convessa, per continuare a lavorare fino a 70 anni e portare a compimento alcune commesse importanti: su tutte, quella da 80 milioni di euro per i nuovi sottoservizi del capoluogo, di cui è responsabile unico del procedimento.
Melaragni era rimasto deluso anche per non avere ricevuto, alcuna comunicazione scritta o verbale, ma si era trovato costretto a “dedurre” da rumors aziendali e dal trascorrere del tempo l’assenza di volontà politica di accogliere la sua richiesta da parte della nuova governance di centrodestra, a partire dal presidente, Fabrizio Ajraldi.
Come possibile sostituto è sempre più favorito, da quanto appreso da fonti aziendali, Stefano Pacitti, responsabile della rete idrica di Gsa, quindi una soluzione interna, ma solo a tempo.
Gli esperti della mega commessa del tunnel intelligente, che riunificherà le reti idrica, elettrica, fognaria, telefonica e Internet, temono che, con un cambio al vertice, ci possano essere problemi nello sviluppo dei lavori.
Opere che già vanno a rilento sia nel primo stralcio da 40 milioni, relativo al centro storico, con la società Asse Centrale che ha già ottenuto, tra furiose polemiche, 700 mila euro di riserve e un anno e mezzo di proroga, sia nei cinque lotti del secondo stralcio, il cui avvio è scivolato al 2018.
L’addio di Melaragni, inoltre, comporterà anche un altro problema: fino a oggi, per sua stessa ammissione, era l’unico in azienda ad avere i requisiti per svolgere il ruolo di Coordinatore della sicurezza in fase di esecuzione (Cse), che ora dovrà essere reperito all’esterno, con probabile aggravio di costi.




