L’AQUILA – “Le dichiarazioni del sindaco Cialente contro ambientalisti della costa appaiono inutilmente offensive e esasperate. Inoltre riproducono modelli regressivi di contrapposizione tra abruzzesi”.
Questo quanto si legge in un comunicato di Maurizio Acerbo, candidato presidente di Un’altra Regione con Acerbo.
LA NOTA COMPLETA
In merito al dibattito sugli impianti del Gran Sasso, il sindaco Massimo Cialente dovrebbe sapere che Rifondazione Comunista e il fronte ambientalista più in generale hanno sempre avuto uno sguardo d’insieme sull’intera regione.
La dimostrazione è la vicenda della discarica dei veleni di Bussi scoperchiata da Rifondazione comunista e Wwf che portarono alla ribalta le responsabilità del partito dell’acqua, tra gli altri di Di Matteo e D’Ambrosio candidati nella coalizione sostenuta dal sindaco Cialente per le elezioni regionali.
Cialente sostiene i politici che hanno fatto bere a centinaia di migliaia di persone acqua contaminata da sostanze pericolose, mentre ambientalisti e Rifondazione possono con orgoglio rivendicare di aver posto fine con le proprie denunce a questo attentato alla salute dei cittadini.
Al di là degli insulti e delle minacce con cui Massimo Cialente risponde alle obiezioni dei suoi interlocutori mi sembrano lecite le domande di fondo poste dagli ambientalisti e anche dal nostro consigliere Perilli: il nuovo tracciato della seggiovia Fontari ricade o meno all’interno del piano d’area? Il sindaco ha un’idea di turismo che investe l’area del Gran Sasso per l’intero arco dell’anno? Se sì, quale? È vero che sono state legalizzate opere in contesti montani ampiamente impattanti (strada Aragno San Giacomo, aree camper) che potevano essere realizzate in maniera meno impattante? È vero che analoghi progetti stanno per investire anche S. Pietro della Jenca?
Compito di un sindaco dovrebbe essere quello di favorire il dialogo e il confronto non di esasperare il conflitto strumentalizzando le preoccupazioni dei lavoratori a cui va tutta la nostra solidarietà.
Tra l’altro faccio notare a Cialente che gli ambientalisti hanno avanzato proposte rivolte al potenziamento dell’offerta turistica per tutto l’anno e quindi non si può presentarli come nemici né invasori visto che per la maggioranza degli intervenuti erano aquilani.
È piuttosto triste constatare che le posizioni e il linguaggio di Cialente e del Pd (vedi protocollo Letta e tante altre vicende, per esempio lottizzazioni a Rocca di Mezzo) sulle tematiche del territorio siano sempre più affini alla destra che alla più avvertita cultura di sinistra e ambientalista.
Superare anacronistiche contrapposizioni (aree interne/costa, ambiente/lavoro) dovrebbe essere l’impegno di una classe dirigente adeguata ai tempi.





