ROMA – “Sono contento che al governo ci sia un abruzzese con esperienza istituzionale come Castaldi che peraltro ha una delega trasversale come quella ai Rapporti col Parlamento che permette di poter agire utilmente per dare risposte ai problemi del territorio e delle comunità regionali”.

Arriva in tarda serata il commento del senatore Pd Luciano D’Alfonso, ex governatore della Regione Abruzzo, uno dei “candidati” alla poltrona da sottosegretario nella nuova squadra di Governo, insieme all’ex vice presidente del Csm, oggi consigliere regionale, Giovanni Legnini.

Parole, quelle di D’Alfonso, che cercano di non tradire alcuna emozione, si complimenta con l’unico abruzzese ad aver ottenuto il posto, Gianluca Castaldi, del Movimento 5 Stelle ed esprime “soddisfazione per essere stato considerato da molti spendibile per una funzione di governo sino all’ultimo minuto”.

Poi puntualizza: “Non credo sia un problema che poi questa opportunità non si sia realizzata: ho un ruolo molto utile per lavorare a favore dell’Abruzzo in commissione e in aula al Senato, tanto più che oggi questo ruolo potrà svolgersi con impegno maggiore nel perimetro della maggioranza di governo”.

“In particolare da questa mattina sto lavorando per far replicare la collaborazione tra PD e M5S in tutti i livelli di rappresentanza, nella convinzione che questa è una strada che potrà aprire una nuova stagione di riformismo utile per i cittadini e i loro progetti di vita”.

D’Alfonso il “veggente”, che aveva profetizzato questi nuovi equilibri di governo in tempi non sospetti, ancora prima della crisi del governo gialloverde, il 20 luglio scorso, all’assemblea regionale del Pd: “Noi dobbiamo andare oltre gli attuali steccati politici, poiché una coalizione va costruita, anche con chi oggi è lontano da noi. Perché non possiamo tentare di gettare il sasso in avanti e trovare punti comuni su ciò che va garantito, conservato e rilanciato?”.

E infine, sembra rivolgersi al consigliere regionale del Movimento 5 Stelle Sara Marcozzi – che nei giorni scorsi ha detto a chiare lettere di non volerlo nella squadra di governo, complici malcelate antipatie e più episodi che li hanno visti scontrarsi in Consiglio regionale quando D’Alfonso era presidente dellla Regione -quando dice: “Non credo che ci siano stati agenti contrari in questa vicenda, sia perché si tratta di dinamiche normali, sia perché non ne colgo la consistenza, sia perché il risentimento non può essere una dotazione di chi fa politica. Può farne uso solo chi ha coltivato la sua dimensione esclusivamente privata, e questo davvero non mi appartiene”.