PESCARA – “Siamo convinti che non ci sia stata una piena conoscenza del danno che la sospensione del Bando periferie, può arrecare ai cittadini, in quanto non si tratta di fondi a pioggia ma di progetti studiati in base alle reali necessità delle città. Invitiamo tutte le forze politiche abruzzesi e i loro rappresentanti istituzionali a prendere atto della grave disattenzione prescindendo da sterili polemiche partitiche”.

E’ il grido d’allarme di una decina di associazioni che prendono anche loro posizione contro il governo di Lega e Movimento 5 stelle, per la norma che sospende per due anni i finanziamenti a 96 capoluoghi di provincia e Città metropolitane, già oggetto di convenzioni firmate nell’ambito del “Bando periferie”, avviato dal governo di centrosinistra di Paolo Gentiloni. Un rinvio per opere del valore complessivo di un miliardo e seicento milioni, tra cui decine e decine nelle principali città abruzzesi, contenuto in un provvedimento  del decreto Milleproroghe, che dopo il via libera del Senato verrà esaminato dall’aula di Montecitorio l’11 settembre. In Abruzzo sono in gioco 18 milioni di euro per le periferie di Pescara, 18 milioni di euro per quelle L’Aquila, 16 milioni per quelle di Teramo e 11 milioni per quelle di  Chieti.

Ieri il sindaco di Chieti, vicepresidente nazionale Anci, Umberto Di Primio, con altri sindaci è stato ascoltato in commissione Bilancio alla Camera.

Prese di posizione durissime si moltiplicano nelle ultime ore. In prima linea il sindaco di Pescara, Marco Alessandrini, che ha tenuto una conferenza stampa al fianco di Di Primio, l’assessore comunale di Teramo Simone Mistichelli, il centro-sinistra aquilano. 

Il governo, per voce di più parlamentari di maggioranza, sopsitene che si è dovuti intervenire per dare attuazione alla sentenza della Corte costituzionale 74 del 2018, che ha rilevato l’illegittimità della gestione centralistica del Fondo previsto peraltro per meno di cento Comuni. E si ragiona dunque su una rimodulazione dei fondi  a disposizione di oltre 7.000 Comuni.

“Una situazione assurda e paradossale – ha tuonato però Di Primio subito dopo l’audizione – frutto di ritorsione e di grave ignoranza nei confronti del mondo dei Comuni. Confidiamo in un ravvedimento del Parlamento per correggere una vera e propria svista. Noi non siamo una setta, così come ci ha definito un deputato durante l’audizione ma siamo rappresentanti del popolo che vengono eletti; siamo rappresentanti dei cittadini che si aspettavano di avere 1,6 mld di lavori già finanziati sul territorio nazionale. Il congelamento dei fondi non crea un danno ai singoli Comuni ma al Paese, perché con 1,6 miliardi  non si andranno a generare solo benefici per migliorare le città ma anche soldi che faranno economia. Questo aspetto è a dir poco paradossale in un paese asfittico dal punto di vista degli investimenti nei lavori pubblici”. 

Del resto per comprendere l’importanza della partita basta ricordare solo una parte dei progetti finanziabili con i fondi per le periferie: a Chieti la riqualificazione architettonica di Piazza San Giustino, il raddoppio del parcheggio del Terminal Bus, il potenziamento dei posti auto nella Caserma Berardi, la costruzione di una palestra didattica e di un orto botanico nell’area della ex scuola Vicentini, ormai inagibile dopo il sisma del 2009.

A Pescara si è avuto il via libera per la realizzazione di piste ciclabili, la riqualificazione del quartiere Zanni, del quartiere Fontanelle e del quartiere San Donato, di Via Sacco e di via Aterno, della sponda nord del lungofiume, di  un buon numenro di case poplari, per il rifacimento dell’ex mattatoio e il competamento della strada pendolo. Solo per citare parte degli interventi.

A L’Aquila era prevista la realizzazione di percorsi ciclopedonali pensati per favorire la mobilità in sicurezza degli studenti nelle zone di collegamento con i principali poli scolastici ed universitari, una rete di centri sociali e servizi di quartiere nelle aree periferiche urbane, attraverso la ristrutturazione e il riuso di 10 scuole dismesse (Torretta, Gignano, Sant’Elia, San Sisto, Coppito, San Marco di Preturo, Menzano, Pescomaggiore, Valle Prepara, Tempera) con l’attivazione di progetti sociali finalizzati a stimolare partecipazione e aggregazione, un intervento destinato alla riqualificazione edilizia, urbana e sociale del complesso Erp di San Gregorio, la riconversione di alcuni insediamenti del progetto C.a.s.e. di Collebrincioni, Arischia e Coppito da destinare a cooperative di giovani, ad anziani e studenti.

Teramo contava su quei fondi per la riqualificazione del vecchio stadio, che la realizzazione di un parco urbano, sportivo e ricreativo, con orti sperimentali, demolizione degli spalti e la conservazione della curva est, come anfiteatro per eventi e manifestazioni. E ancora per la ristrutturazione degli edifici di edilizia popolare di via Piave, l’arretramento della stazione ferroviaria, con la contestuale realizzazione di una pista ciclopedonale tra il centro della città e le stesse aree interessate a tali interventi. 

Polemiche hanno provocato anche le parole della deputata del Movimento 5 Stelle Daniela Torto, eletta nel collegio di Pescara.

“Ricordo ai sindaci abruzzesi – ha scritto Torto, – che negli ultimi anni le casse degli enti locali sono state prosciugate, costringendoli a tagliare i servizi essenziali per i cittadini. Sono sorpresa che il sindaco teatino di centro destra oggi scenda in polemica al fianco del sindaco Alessandrini, ignorando che negli anni a guida Pd gli investimenti della pubblica amministrazione sono crollati di oltre il 30 per cento”. E prosegue la deputata: “Con un nostro emendamento nel decreto Milleproroghe abbiamo liberato un miliardo per gli investimenti dei Comuni, invertendo la rotta rispetto ai disastri del passato. I vincoli di bilancio imposti in questi anni hanno infatti impedito ai sindaci di utilizzare gli avanzi di amministrazione accumulati negli esercizi precedenti, togliendo agli amministratori il diritto di scegliere come usare le risorse sui loro territori”.

Parole respinte al mittente dalla deputata del Pd Stefania Pezzopane, bollate come “volgari per la violenza e certamente poco istituzionali da parte di una parlamentare a dei rappresentanti delle comunità territoriali”. E aggiunge, “Sottrarre i finanziamenti ai progetti per le periferie, come ha fatto il ‘governo del cambiamento in peggio’, non è solo un vero e proprio furto di risorse fondamentali per gli enti locali, ma un tradimento delle legittime aspettative delle popolazioni”.

Oggi si registra infine come detto l’appello ai parlamentari di Caritas diocesana Pescara-Penne, Confservizi Cispel Abruzzo, Legacoop Abruzzo Arci Pescara, delle associazioni Ananke Onlus, Artisti per il Matta, Metro Olografix, La Favola bella, Movimentazioni, On The Road Onlus.

“Siamo le associazioni e le realtà professionali che fanno parte del programma che il comune di Pescara ha presentato all’interno del bando della presidenza del consiglio dei ministri per la riqualificazione urbana e sicurezza delle periferie.

Abbiamo appreso con grande sconcerto che il provvedimento che ha sospeso per due anni il bando periferie è stato approvato in senato all’unanimità da tutti i partiti”, si legge in un passaggio dell’appello. 

“Abbiamo regolarmente risposto ad un bando pubblico, che il comune di Pescara ha emesso, e oltre a presentare proposte coerenti e rispondenti alle esigenze delle periferie cittadine ci siamo caricati l’onere di un co-finanziamento importante per garantire le attività per un totale di 10 anni. Tali garanzie confermano la solidità progettuale e la serietà operativa delle nostre realtà le cui attività andranno avanti al di là del bando. Chi verrà seriamente penalizzato saranno i cittadini dei quartieri interessati e dell’intera città. I cittadini saranno privati di interventi non solo infrastrutturali ma di azioni sociali e culturali coordinate tra di loro e mirate alla lotta contro la povertà, alla sicurezza della città, al miglioramento dell’occupabilità e dell’inclusione sociale”.