ROMA – E’ “estremamente negativo” il giudizio dell’Unione delle camere penali sulla riforma dell’ordinamento giudiziario e del Csm del ministro della Giustizia Alfonso Bonafede perché non affronta i nodi “cruciali”.
A partire dall’inesistenza di un sistema di valutazione reale della professionalità dei magistrati: l’ effetto è che nelle nomine dei capi degli uffici giudiziari “al criterio della qualità si sostituisce quello dell’appartenenza correntizia”.
“Se si guardano i nomi dei concorrenti alla procura di Roma non si rintracciano degli elementi distintivi tali da rendere scandalosa la nomina di uno dei candidati e meritevole quella dell’altro, perché c’è stata l’eliminazione di ogni valutazione di qualità”, segnala il presidente Giandomenico Caiazza.
Una denuncia che i penalisti supportano con una serie di numeri.
Se già sino al 2007 le valutazioni positive sulla professionalità dei magistrati oscillavano tra il 99,6% e 99,1, ora lo sono “ancora di più”.
E’ il paradosso prodotto dall’ultima riforma dell’ordinamento giudiziario, che ha previsto che alla seconda valutazione non superata si perda l’impiego.
Così si è preferito chiudere un occhio e “anche di fronte a casi gravissimi,il risultato è stato il contrario di quello voluto dal legislatore”, spiega l’avvocato Rinaldo Romanelli.
E non è tutto: “l’Italia è l’ unico Paese in Europa” dove i magistrati, grazie agli automatismi, sanno sin dall’inizio che “arriveranno al massimo della carriera”.
Prima era solo l’1,1% ad arrivare ai gradi più alti, in linea con quel che accade all’estero, ora la percentuale oscilla tra il 23% e il 25%.
E in questo “humus” prospera il sistema correntizio. C’è un altro allarme legato alla riforma Bonafede.
Nel 2002 si riformò la legge elettorale del Csm , perché a Palazzo dei marescialli venivano eletti più pm che giudici,nonostante siano una minoranza (2000 su 10mila giudici).
Con quell’intervento si ridusse a 4 il numero massimo dei pm.
Mentre con la riforma attuale “non ci sarebbe più distinzione e dunque potremmo trovarci un Csm con magistrati provenienti tutti dalle procure”.




