L’AQUILA – La vittoria a sorpresa al ballottaggio di Pierluigi Biondi, nuovo sindaco dell’Aquila, ha colto impreparato il centrodestra, che si è ritrovato con la tabula rasa e zero idee al tavolo del “toto Giunta”, che era stato sì abbozzato, ma solo per gioco.
Oggi è il giorno dei primi vertici di coalizione in cui si comincerà a fare sul serio e in questo senso negli ambienti si parla già di “laboratorio”, una sorta di triumvirato tra amici di vecchia data: il sindaco e i neo eletti consiglieri Guido Liris di Forza Italia e Alessandro Piccinini di Fratelli d’Italia.
Entrambi, della storica pattuglia dei “gabbiani” di Allenza nazionale di Fabio Rampelli, possono già considerarsi a tutti gli effetti all’interno della Giunta Biondi, ma oltre a un ruolo amministrativo spetterà loro anche un compito politico: quello di tenere insieme la coalizione composita nata solo dopo le primarie del centrosinistra, strutturandola.
Ampio spazio dovrà essere e sarà dato alle donne. Il primo nome che balza all’occhio è quello di Carla Mannetti (Fdi): vista la sua esperienza pregressa da direttore regionale, sarà l’esperta delle “carte”, ma non è detto che debba essere per forza come componente della Giunta: un’ipotesi che si fa strada è quella di farne una sorta di direttore generale dell’ente, figura una volta in auge e da un po’ in disuso.
Se così fosse l’assessore donna di Fdi potrebbe essere Ersilia Lancia, che replicherebbe in Comune quanto già vissuto in Provincia seppur per pochi mesi.
Tra le altre donne, bisognerà pescare in Fi: si fa strada l’idea di un posto per l’esordiente Sabrina Di Cosimo, ma la fattibilità di questa eventualità dipende prima da come andranno a dama le altre caselle.
Fuori dalla Giunta resterà, invece, il sempiterno Giorgio De Matteis: secondo quanto appreso la sua intenzione è di fare da capogruppo di Fdi in Consiglio, che avrà una folta pattuglia di quattro consiglieri, fungendo da garante della tenuta della maggioranza, con un ruolo per una volta corale e non da singolo come suo costume.
In quota salviniana ci sarebbe Luigi D’Eramo in rampa di lancio, anche perché Emanuele Imprudente avrebbe manifestato non eccessivo interesse a un posto in Giunta, preferendo concentrarsi a strutturare il partito, anche in vista della corsa a una candidatura alle elezioni regionali 2019, traguardo cui punta anche Liris.
Per la presidenza del Consiglio si fa strada l’ipotesi di Roberto Tinari, che è stato il vice di Benedetti in quota all’opposizione, ma non è esclusa l’eventualità di un clamoroso ritorno, dopo 10 anni, di Vito Colonna sulla sedia più alta dell’aula che già aveva occupato negli anni di Tempesta.
Questo scenario rimetterebbe però in gioco la poltrona di vice sindaco, al momento prevedibile appannaggio di Liris, dato che, secondo gli alleati, Forza Italia non può avere al tempo stesso il numero 2 della Giunta e il numero 1 dell’aula consiliare.
Sempre per quanto riguarda gli assessori non mancano nomi esterni: per Fi un papabile potrebbe essere Paolo Federico, regista della campagna elettorale forzista, che, però, per accettare un ruolo nell’esecutivo del capoluogo dovrebbe dimettersi dall’attuale incarico di sindaco di Navelli.
Tutta da valutare la partita delle liste civiche, che avranno poco spazio in Giunta e occuperanno, invece, alcune presidenze delle commissioni.
Posizione delicata quella di Roberto Santangelo, i cui appetiti, al di là degli ottimi risultati della lista L’Aquila futura, vanno soppesati rispetto a quelli del fratello Salvatore, vice presidente della società idrica Gran Sasso Acqua, in quota all’opposizione ma con il placet di Massimo Cialente, che l’avrebbe visto bene anche come candidato sindaco del centrodestra.
Santangelo senior vorrebbe succedere ad Americo Di Benedetto, a tutt’oggi presidente, proprio alla guida della società idrica, ma andranno pesate sulla bilancia le differenze di vedute, ataviche, con il sindaco Biondi, messe in disparte almeno per un po’ per correre insieme in campagna elettorale, e i ripetuti flirt con il centrosinistra. Per ora, alla cena della “carbonara” dei festeggiamenti fino alle 3 di notte, Santangelo non c’era.





