L’AQUILA – Mentre si infiamma lo scontro in consiglio regionale sulla partita dell’approvazione della legge bilancio, una partita da 4 miliardi di euro, la giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari del Senato, presieduta da Dario Franceschini, partito democratico ed ex ministro della cultura ha fissato il termine ultimo, il 31 dicembre, entro il quale l’assessore regionale al Bilancio, e senatore, Guido Liris di Fratelli d’Italia, dovrà dimettersi da una delle due cariche. Ovviamente Liris rinuncerà alla carica da assessore.

Questa la comunicazione arrivata a Liris, da parte di Franceschini: “Qualora decida di optare per il mandato parlamentare, è pregato di comunicare alla Giunta le avvenute dimissioni dalle cariche suindicate, unitamente alla data delle relative prese d’atto da parte, rispettivamente, della Giunta e del Consiglio regionale; laddove non disponesse ancora di tali elementi Ella dovrà corredare la predetta comunicazione con una dichiarazione con la quale si impegna ad astenersi, dalla data delle dimissioni in poi (31 dicembre 2022), da qualsiasi atto inerente l’esercizio delle funzioni connesse alle cariche stesse, ivi compresa l’ordinaria amministrazione”.

L’aspetto importante è che la giunta delle elezioni ha concesso di fatto una proroga a Liris, rispetto ad altri parlamentari e consiglieri regionali,  a cui l’out out è arrivato da tempo, si suppone riconoscendo la necessità del dover chiudere il Bilancio nella sua Regione, prima di dimettersi da assessore.

Per il resto l’istruttoria è stata già conclusa, chiamata non solo a confermare la incompatibilità, pacifica e indiscutibile, tra l’essere parlamentare e nello stesso tempo assessore o consigliere regionale, ma anche e soprattutto a verificare la legittimità dell’elezione a parlamentare del 25 settembre, andando ad analizzare i fascicoli e gli atti delle Corti d’Appello, e fino a quel momento un neoparlamentare deputato non è tenuto a dimettersi da consigliere, o anche viceversa, perché dovesse profilarsi, clamorosamente, una irregolarità della sua elezione, il malcapitato si ritroverebbe senza cariche e in mezzo ad una strada, politicamente parlando.

A differenza del deputato Guerino Testa, che si è già dimesso da capogruppo di Fdi all’Emiciclo, Liris ha mantenuto il doppio incarico, ma con il solo stipendio da parlamentare, proprio con la precisa volontà, sostenuta dalla maggioranza di centrodestra, per gestire la partita della legge finanziaria regionale, ed anche per congelare il rimpasto di giunta, con Forza Italia, ora rientrata nei ranghi che fino a qualche settimana fa spingeva per avere più visibilità, alla luce del rafforzamento dovuto all’alleanza stretta con i tre consiglieri di Valore Abruzzo, usciti dalla Lega, e del vicepresidente del consiglio, Roberto Santangelo.

Liris sarà sostituito da assessore, e con le stesse deleghe, oltre al Bilancio quella pesante del Personale, da Mario Quaglieri, eletto nella Marsica, finora subentrato allo stesso Liris diventato assessore, ed attuale presidente della quinta commissione Sanità. A quel punto, il capo di gabinetto della Giunta di Marco Marsilio, Massimo Verrecchia, dirigente di Fdi di Avezzano, farà il suo ingresso in Consiglio al posto di Quaglieri. E come da volontà ferrea di Marsilio, sarà questa l’unica sostituzione, senza nessun rimpasto.

Al posto di Testa è entrato invece Leonardo D’Addazio, pennese, dipendente della Roman Style Brioni e sindacalista di punta della Cisl, che nel 2019 ha preso 791 voti.

Ad attaccare Liris in questi giorni sono stati a più riprese, Silvio Paolucci, capogruppo del Pd in consiglio regione, dello stesso partito dell’ex ministro della Cultura Franceschini e il capogruppo del Movimento 5 stelle, Francesco Taglieri, ritenendo il senatore ed assessore, per il mantenimento della doppia carica, una delle cause dei ritardi con cui procede, dal punto di vista delle due opposizioni, l’approvazione della legge di Bilancio, con una maggioranza che non avrebbe il polso della situazione a causa di un assessore a mezzo servizio e part time.

Ha dichiarato infatti Paolucci: “Ci chiediamo se fra le distrazioni sia finito anche il fatto che abbiamo ancora in carico alla Regione un assessore, Guido Liris, che invece dovrebbe essere altrove, visto che dopo il voto del 25 settembre è stato eletto al Senato. Nei fatti viviamo una situazione più unica che rara in Italia: non solo il bilancio, ma anche un assessore “congelato”, incastrato in un ruolo strategico e che non si dimette e così nemmeno consente che tale carica venga assolta non da un assessore part-time, che magari pensa a tempo perso alle questioni dell’Abruzzo, ma da chi abbia competenze adeguate e tempo sufficiente da dedicare allo scopo. Una situazione davvero paradossale. Va subito fatta chiarezza sul bilancio e sul futuro dell’esecutivo, che non può mantenere equilibri che la legge non consente e, soprattutto, che ricadono sui cittadini abruzzesi, a causa della superficialità con cui viene trattata la materia da chi governa”.

Ha tuonato ieri il capogruppo M5S Taglieri: “La I Commissione Bilancio di Regione Abruzzo continua a essere un teatrino dell’assurdo. È inaccettabile chiedere all’opposizione di lavorare sul bilancio quando è la stessa maggioranza a disertare le sedute e a gestirle nel peggiore dei modi. Fratelli D’Italia, Lega e Forza Italia, infatti, pretendono di iniziare una sessione di lavori senza nessuno della Giunta presente in aula. E men che meno l’assessore al Bilancio Guido Liris, evidentemente troppo impegnato a Roma per partecipare ai lavori in Abruzzo”.

Intanto oggi in base al calendario aggiornato dalla conferenza dei capigruppo di ieri, integrata con i presidenti delle commissioni consiliari, la Prima Commissione Bilancio esaminerà il “Documento di Economia e Finanza Regionale (DEFR)”, la “Nota di aggiornamento DEFR” ed eventuali ulteriori provvedimenti. Dalle 15 inizieranno le audizioni degli assessori regionali.

I lavori si fermeranno qualche giorno per le festività natalizie per riprendere martedì 27 dicembre, quando si prevede, durante la mattinata, di acquisire i pareri di tutte le commissioni permanenti. Nel pomeriggio dello stesso giorno, alle 15, la Prima Commissione inizierà l’esame di merito della manovra che proseguirà il giorno successivo con l’espressione del parere entro le ore 22.

Dalle 11 di giovedì 29 iniziano i lavori in Aula, con la prima convocazione del Consiglio regionale per l’esame del DEFR, della “Nota di aggiornamento” e della legge “milleproroghe”. Alle 15 dello stesso giorno, e comunque a seguire la precedente seduta, l’Assemblea regionale si confronterà sul testo finale della “Legge di stabilità” e sul “Bilancio di previsione 2023-2025”.

I lavori del Consiglio, se necessario, proseguiranno il 30 dicembre con chiusura della sessione entro le ore 18.

La programmazione resta valida se il parere dei Revisori dei Conti arriverà entro le ore 9 del 27 dicembre.