GIULIANOVA – Piccole tende tra sporcizia e gelo, cuccette ricavate dagli alberi e per tetto una povera coperta.
Vivono così, in queste tende rudimentali, accanto all’ex depuratore di Giulianova, intere famiglie di rom, scaldate di notte con pochi tizzoni per difendersi dal gelo.
Per procurarsi la legna – così come puntualizza il quotidiano Il Messaggero – gli stranieri hanno divelto la rete del vicino recinto, dove gli operai della ‘Giulianova patrimonio’ depositano arnesi per tagliare i rami degli alberi più pericolanti.
Davanti ad alcune di queste ‘tende’ appare anche l’accenno di un piccolo cucinino, con pentole e posate appese un po’ dovunque.
Purtroppo è la situazione igienica che è diventata insostenibile, anche per gli stessi abitanti del luogo, vittime tra l’altro di rapine.
Ma la cosa più grave, escludendo l’ultimo blitz dei carabinieri nello scorso settembre, è che fino ad ora nessuno è mai intervenuto per risolvere questa grave situazione di estrema precarietà.






