MAGLIANO DE’ MARSI – “In quel punto ci sono stati brutti incidenti, è una strada non idonea, però mia figlia è morta e di messa in sicurezza non se ne parla, in compenso arrivano richieste di risarcimento da parte di chi ha pulito la strada. Non ho neanche la forza di polemizzare. Miriam non c’è più. A me e mia moglie nessuno la riporterà indietro”.
Con una voce esausta ma orgogliosa Maurizio Di Carlo riannoda i fili di una parte della morte di sua figlia Miriam, deceduta due mesi fa in un incidente stradale a Scurcola Marsicana (L’Aquila).
Nei giorni scorsi ha fatto scalpore una richiesta di risarcimento arrivata per la pulizia della strada dove la giovane è morta. Non direttamente alla famiglia, va bene, ma alla sua assicurazione. Come se questo facesse qualche differenza!
“Io ho un documento in mano, il mio assicuratore e il mio avvocato ne sono a conoscenza. La lettera era indirizzata al mio assicuratore, lui stesso mi ha comunicato che si trattava dell’ente che si è occupato della pulizia della strada dove è morta mia figlia”, spiega l’uomo ad AbruzzoWeb.
Nei giorni scorsi, infatti, alla compagnia assicuratrice dell’auto guidata da Miriam, giovane giocatrice della formazione femminile dell’Avezzano Rugby, è arrivata una richiesta di risarcimento di 960 euro da parte di Sicurezza e Ambiente Spa, l’azienda che appunto ha provveduto a rimuovere dalla strada liqudi e detriti e a effettuare “operazioni connesse”, come si legge nel documento inviato all’assicurazione.
Di Carlo, per dimostrare la cosa, ha inviato ad AbruzzoWeb la copia della lettera di Sicurezza e Ambiente.
Sconvolti e furiosi, Di Carlo e sua moglie Katuscia Antonini ora se la prendono con chi, secondo loro, non ha mai messo in sicurezza un percorso provinciale molto trafficato senza luci né guard-rail. Con conseguenze tragiche.
DOCUMENTI CORRELATI:
LA RICHIESTA DI RISARCIMENTO (pdf, 300 Kb)






