CHIETI – Un accesso gli atti…senza gli atti.
E’ singolare il caso che ruota attorno alle polemiche innescate dal consigliere regionale del Movimento Cinque Stelle, Pietro Smargiassi.
Il tema è quello dei problemi all’interno del Distretto Sanitario di Vasto, specialmente quelli che riguardano l’ufficio scelta e revoca del medico.
Da fonti interne alla Asl provinciale di Chieti emerge che il pentastellato presidente della commissione di Vigilanza ha presentato richiesta sui accesso agli atti ma senza fornire indicazioni.
Per questo filtra una secca replica contenuta proprio nella mail con cui Smargiassi ha presentato la istanza. Ovvero una richiesta generica, senza specificare nel dettaglio i documenti oggetto di attenzione, che quindi non sono stati messi a disposizione, essendo indefiniti.
Nella mail Smargiassi dice, testualmente, che il diniego “comporterà l’intervento del corpo dei Carabinieri”.
Smargiassi nei giorni scorsi è tornato in loco per proseguire la sua azione ispettiva.
“Ho fatto richiesta di accesso agli atti – racconta Smargiassi – facendo seguito alle prerogative previste dal ruolo che ricopro. Purtroppo da parte dei vertici della Asl Lanciano Vasto Chieti ho trovato la strada sbarrata invece che assistenza per affrontare i problemi che i cittadini vastesi vivono ogni giorno”.
“Il direttore amministrativo Giulietta Capocasa, invece di consegnare i documenti da me richiesti, ha preso tempo, rimandando la consegna a un orario non meglio specificato. Mi è stato, di fatto, impedito di poter consultare fin da subito gli atti ufficiali, violando il Regolamento regionale. Un comportamento grave che non sono disposto ad accettare, perché gli utenti dei servizi sanitari abruzzesi hanno il diritto di essere aiutati quando le cose non vanno, e noi possiamo farlo concretamente solo leggendo le carte”.
“Invece di rallentare il lavoro della Commissione Vigilanza, il direttore amministrativo della Asl Lanciano Vasto Chieti, insieme al direttore generale Thomas Schael, farebbe bene a pensare ai gravissimi disagi che si vivono al Distretto Sanitario di Vasto. Oltre ai problemi dell’ufficio scelta e revoca del medico, infatti, è nota la carenza di medici, i pensionamenti senza alcun rimpiazzo, i quattro infermieri ancora da sostituire, così come due impiegati amministrativi e un oss”.
“Ad ogni modo, se questo atteggiamento dei vertici dell’azienda sanitaria dovessero proseguire, sono pronto a rivolgermi alle autorità competenti e alla Procura della Repubblica affinché i miei diritti vengano rispettati fino in fondo”.
“Sicuramente il caso sarà affrontato alla prima seduta utile della Commissione Vigilanza. La difesa dei diritti alle cure dei cittadini viene prima di ogni cosa, e per difenderla non ci fermeremo davanti a niente”, conclude Smargiassi.





