L’AQUILA – Dopo circa quattro ore di discussione, anche molto tesa tra la maggioranza di centrodestra e le opposizioni di centrosinistra, che hanno presentato e poi ritirato una cinquantina di emendamenti per via di un accordo dell’ultima ora, il Consiglio regionale, riunito all’Aquila, in serata ha approvato l’attesa riforma del ciclo idrico integrato basata sul valore pubblico dell’acqua.
A licenziare il provvedimento necessario alla luce della entrata in vigore delle gare per la gestione del sevizio che vedrà in campo i privati, la maggioranza ed alcuni esponenti della minoranza, tra cui Azione. Voto favorevole dei presenti e l’astensione dei soli consiglieri, Luciano D’Amico (Gruppo misto), Francesco Taglieri ed Erika Alessandrini (M5S).
L’assemblea non ha deciso quante saranno le società pubbliche di gestione che attualmente sono sei.
A tale proposito, il nuovo assetto sarà incentrato sull’azienda unica o al massimo due: sarà stabilito dopo che entro tre mesi, l’Ersi (Ente regionale sistema idrico) e le commissioni consiliari competenti avranno espresso la loro posizione con relazioni approfondite.
Quindi l’Assemblea ha rinviato la riforma a tempi migliori visto la grande confusione: ed in effetti proprio il rinvio ha sbloccato una situazione molto conflittuale con i due poli molto divisi in varie correnti di pensiero e posizioni individuali.
Più spaccato il centrosinistra con il capo della coalizione Patto per l’Abruzzo, Luciano D’Amico, accusato di essersi accordato con il presidente, Marco Marsilio, di FdI, per un unico gestore.
A coniare la trovata il presidente del Consiglio regionale, Lorenzo Sospiri, di Fi, che ha avuto anche la convergenza di alcuni esponenti della minoranza.
A quel punto, sono rientrati gli emendamenti ostruzionistici ed è stata approvata la legge a maggioranza.
Anche nel centrodestra ci sono stati sacrifici: ad esempio, il consigliere di FdI Paolo Gatti, teramano, ha dovuto ritirare un emendamento che prevedeva un assetto con due aziende, una Chieti-Pescara e una L’Aquila-Teramo.
Sul fronte teramano molto critico il congliere del Pd Sandro Mariani, anche lui di Teramo, uscito dall’aula, e l’atro dem Dino Pepe.
Alla fine, però, è prevalsa la soddisfazione per aver trovato una via di uscita per riflettere ancora, avendo però confermato la gestione pubblica dell’acqua e, come ha sottolineato Marsilio, la valorizzazione del volere dei sindaci del territorio abruzzese. Marsilio ha sottolineato anche che si tratta dell’ennesima riforma attesa da anni che ha varato il centrodestra.
Il Consiglio è stato riconvocato per giovedì 11 giugno alle ore 11.
“Abbiamo approvato una legge di importanza storica: una riforma strategica e fondamentale che va a dare certezza ad un ambito così delicato come la gestione dell’acqua”, le prime parole pronunciate dal presidente del Consiglio regionale, Lorenzo Sospiri, dopo l’esito favorevole del voto.
Una proposta nata dall’iniziativa dello stesso Sospiri e dalla vice presidente, Marianna Scoccia, che ha espresso “grande soddisfazione””, evidenziando le ragioni strutturali ed economiche alla base della nuova legge.
“L’acqua, che è sempre stata e resterà comunque di proprietà pubblica – ha aggiunto Sospiri – sarà di nuovo gestita in house, però da società pubbliche detenute dai Comuni. Scenderemo da sei ambiti a massimo a due. Saremo molto più forti come società e ottimizzeremo i costi di gestione, lasciando la tariffa pressoché invariata e servirà prevalentemente per garantire i tanti investimenti che servono per ridurre le perdite e per portare con nuove condotte l’acqua dove in alcuni periodi dell’anno questa non c’è”.
“Sono soddisfatto di un lavoro intenso che è durato un anno, – ha concluso il Presidente del Consiglio – fatto di grandi condivisioni, di grandi confronti, che ha portato, alla fine, all’approvazione della norma che avevamo originariamente presentato”.
La nuova norma “si propone l’obiettivo di incrementare l’efficienza del servizio idrico integrato regionale mediante una riduzione degli attuali sub ambiti in cui risulta suddiviso l’Ambito Territoriale Unico Regionale, ai fini della gestione del servizio idrico”.
La gestione del servizio idrico rimarrà pubblica e gli eventuali sub ambiti saranno “definiti dalla Giunta regionale su proposta dell’Ersi”.
L’Ente regionale del servizio idrico, secondo il calendario dettato dalla norma, si dovrà esprimere entro 30 giorni dall’entra in vigore della legge, “predisponendo uno studio in ordine alla fattibilità di suddivisione o meno dell’ATUR, Ambito Territoriale Unico Regionale, in sub ambiti territoriali per il conseguimento delle finalità e sulla base dei parametri quali efficienza, efficacia ed economicità della gestione; equa ripartizione delle fonti di approvvigionamento idrico e ottimizzazione della qualità del servizi”.
La Giunta regionale, sulla base dello studio Ersi, e dopo aver acquisito il parere obbligatorio delle commissioni consiliari competenti in materia, da rendere entro e non oltre 15 giorni dalla ricezione della proposta, delibera confermando l’Atur o individuando i sub-ambiti territoriali eventualmente proposti.
La norma prevede, inoltre, la tutela dei livelli occupazionali degli attuali gestori, in virtù delle “Disposizioni in materia di tutela dei livelli occupazionali nel territorio regionale” (L.R. 27/2017).
L’Assemblea dei Sindaci (ASSI), sarà costituita all’interno dei sub ambiti eventualmente individuati, o nell’Ambito unico e sarà presieduta e convocata dal Sindaco del Comune con il maggior numero di abitanti oppure, in caso di Ambito unico, dal presidente della Regione, ed entro trenta giorni delibererà il proprio Regolamento per il funzionamento dell’ASSI.
Si prevede inoltre, per i piccoli Comuni, capacità di voto ponderato in modo da garantire una giusta rappresentanza a tutte le comunità. La riforma si concretizzerà alla scadenza della concessione dei contratti in corso, a partire dal 1° gennaio 2032.
SCOCCIA: “SUPERAMENTO CRITICITÀ, TUTELA ACQUA PUBBLICA E URGENZA TEMPORALE”
La vicepresidente Marianna Scoccia ha evidenziato le ragioni strutturali ed economiche alla base della nuova legge:
Superamento delle criticità: “L’attuale sistema a sei ambiti mostra forti limiti: in Abruzzo più del 50% dell’acqua si disperde nelle reti, le interruzioni sono superiori alla media nazionale e i costi dei bilanci delle sei società superano il 50% a causa della duplicazione di gestioni e direzioni”.
No alla divisione in quattro province: “L’ipotesi dei quattro subambiti provinciali è stata scartata poiché i dati tecnici hanno dimostrato che avrebbe creato gestori troppo deboli ed economicamente insostenibili (in particolare nell’aquilano). La scelta tra il gestore unico o i due subambiti sarà affidata a uno studio tecnico dell’Ersi (Ente regionale servizio idrico), il quale passerà successivamente al voto delle commissioni consiliari competenti”.
Tutela dell’acqua pubblica: “La riforma blinda la natura pubblica del servizio. L’acqua rimarrà sotto il controllo degli enti locali, dei comuni e della Regione, escludendo l’ingresso di privati”.
Urgenza temporale: “L’intervento si è reso necessario e urgente poiché nel 2027 scadranno ben 5 delle 6 concessioni attuali”.
“Con questa legge facciamo tesoro delle esperienze del passato e ridisegniamo l’architettura di uno dei servizi più importanti del nostro Abruzzo. Era arrivato il momento di intervenire con buon senso e responsabilità per garantire equità territoriale, eliminando le disparità di costo tra i comuni interni e la costa”.
CSX, “ACCOLTE RICHIESTE SU TUTELA PERSONALE E RAPPRESENTANZA TERRITORI”
“Al termine di una lunga e articolata discussione nel Consiglio regionale odierno, è stata approvata la Riforma del Sistema Idrico.
Come Patto per l’Abruzzo esprimiamo soddisfazione per l’accoglimento delle nostre richieste sulla tutela del personale”.
È quanto si legge in una nota delle forze di opposizione che compongono il Patto per l’Abruzzo.
“Nel corso delle audizioni – spiegano i consiglieri – i sindacati avevano manifestato forte preoccupazione per il destino dei lavoratori delle società di gestione, paventando anche ipotesi di riduzione degli organici. Il nostro intervento sul testo di legge va nella direzione di garantire la stabilità occupazionale del personale attualmente impiegato nel servizio idrico integrato”.
“Allo stesso modo, riteniamo significativo l’inserimento dell’acquisizione del parere di CAL (consiglio autonomie locali) e il rafforzamento della rappresentanza dei territori, anche attraverso l’eliminazione della soglia di sbarramento che avrebbe penalizzato i comuni sotto i 3 mila abitanti”.
“Dopo l’approvazione odierna del Consiglio, la proposta di ERSI sui sub ambiti, tornerà nella Commissione competente per un parere obbligatorio al fine di arrivare a un testo il più possibile condiviso e trasparente”, concludono.
FDI, “ABRUZZO ALL’AVANGUARDIA NEL SEGNO DI INNOVAZIONE E SOSTENIBILITÀ”
Il Consiglio regionale d’Abruzzo ha approvato una riforma epocale del sistema idrico regionale. Si tratta di una riforma all’avanguardia, che pone l’Abruzzo al passo con le migliori pratiche nazionali e internazionali”.
Così, in una nota, il gruppo di FdI al Consiglio regionale.
“Un nuovo sistema che garantirà una gestione più efficiente, sostenibile e innovativa delle nostre risorse idriche, a beneficio di tutti i cittadini e nel rispetto delle esigenze dei territori. Mettere l’accento sull’importanza dell’acqua significa guardare al futuro della nostra regiine e affrontare con responsabilità temi cruciali come la sostenibilità e la tutela dell’ambiente”.
“Come gruppo Fratelli d’Italia, siamo orgogliosi di aver contribuito a questa trasformazione. Questa riforma non è solo un traguardo locale ma un modello che può rendere l’Abruzzo un punto di riferimento su scala nazionale per l’approccio integrato e innovativo alla gestione delle risorse idriche”, conclude la nota.
LEGA, “RIFORMA STORICA, PIÙ EFFICIENZA E GESTIONE PUBBLICA”
“È stato svolto un ottimo lavoro e oggi raggiungiamo un obiettivo importante: mantenere una gestione in house del servizio idrico, che rappresenta la direzione da seguire senza esitazioni. Il nostro impegno è garantire un servizio pubblico efficiente e di qualità per i cittadini. Abbiamo avviato un percorso di razionalizzazione e la norma approvata si inserisce pienamente in questo processo. La salvaguardia e la difesa della gestione pubblica sono la nostra priorità e siamo soddisfatti del risultato ottenuto”.
Così, in una nota, Vincenzo D’Incecco, capogruppo della Lega in Regione e presidente della Commissione Bilancio e il consigliere regionale Carla Mannetti sull’approvazione della riforma del servizio idrico integrato da parte del Consiglio regionale.
“Una riforma storica – sottolineano -. La riduzione del numero dei gestori del servizio e dei canoni, la semplificazione delle strutture e il miglioramento del coordinamento tra i territori potranno offrire strumenti utili per rendere il sistema più solido e funzionale. L’obiettivo condiviso è quello di garantire un servizio stabile, continuo e capace di rispondere efficacemente alle esigenze delle comunità. Un assetto razionalizzato potrà, inoltre, favorire l’accesso ai finanziamenti europei e nazionali, sostenere una pianificazione infrastrutturale coerente, ridurre le perdite e migliorare la qualità complessiva del servizio, anche sul fronte della depurazione”.
“Siamo di fronte ad un passaggio strategico per il futuro del servizio idrico che punta, come detto, a coniugare efficienza gestionale e tutela della gestione pubblica nell’interesse del territorio”, concludono.





