L’AQUILA – Esclude qualsiasi cambio di casacca e conferma lealtà alla maggioranza di centrosinistra, ma allo stesso tempo annuncia senza mezzi termini che tra gli obiettivi del soggetto civico che ormai da anni sta costruendo con minuziosità sul territorio c’è quello di partecipare alle prossime elezioni politiche.

L’assessore regionale Andrea Gerosolimo, dopo aver più volte dato in escandescenza, a partire da quando, mettendo a rischio la tenuta della maggioranza, ottenne un posto nella giunta di Luciano D’Alfonso, continua ad essere una spina nel fianco per il centrosinistra.

Dopo che ha piazzato la “sua” Annamaria Casini, a capo di una coalizione civica contrapposta al Pd, alla guida del Comune di Sulmona nel 2016, ha ora contribuito alla vittoria di Gabriele De Angelis a sindaco di Avezzano (L’Aquila) a scapito di Giovanni Di Pangrazio, che oltre ad essere il candidato del centrosinistra con cui governa in Regione, è il fratello del presidente del Consiglio regionale, Giuseppe.

Assessore, come valuta il risultato delle elezioni di Avezzano, dove ha primeggiato la coalizione che sosteneva?

Avezzano rappresenta un risultato importante perché sancisce e consacra definitivamente l’esigenza e il bisogno di civismo in tutti i territori della regione. Ricordo infatti che a vincere è stata una coalizione puramente civica, che non aveva simboli di partito o colori politici, chi ha aderito lo ha fatto spogliandosi delle proprie vesti e rinunciando ai simboli.

Il centrodestra però ha rivendicato la paternità della vittoria…

Non comprendo come possa farlo visto che a vincere è stata una coalizione puramente civica, ribadisco senza simboli di partito, dove la compenente civica è di gran lunga maggioritaria.

Forza Italia però c’era, anche se sotto mentite spoglie con la lista Forza Avezzano…

Di Forza Italia, su 7 liste, ce n’è solo una. Forza Italia raccoglie meno di un quinto dei voti della coalizione. Le liste civiche sono il motore trainante della coalzione con a capo Gabriele De Angelis. All’Aquila invece è una cosa diversa, perché ha vinto.

Lei ha annunciato la nascita di Abruzzo Insieme, cos’è?

È un contenitore che cercheremo di costruire unitamente a tantissimi amministratori locali e ad altri consiglieri regionali.

Quali?

Nomi per ora preferisco non farne.

L’esperienza di Abruzzo civico è finita?

No, non termina. Sono vive tutte le esperienze, cercheremo di stare tutti insieme, vedremo le formule, stiamo cercando di dare voce a tutti quelli che non vogliono più aderire ai partiti.

Vuole candidarsi alle primarie per la scelta del successore di D’Alfonso?

No, assolutamente. Questo è bene che si sappia. Perché non sono interessato a fare il presidente, penso di ricandidarmi a consigliere, non sarò mai candidato presidente.

Com’è il rapporto con D’Alfonso?

È di reciproco rispetto, lo stimo come istituzione ma soprattutto come politico e per la capacità che ha di saper fare politica. È una risorsa della nostra regione, che poi ci siano diversità di vedute è sotto gli occhi di tutti.

E alle elezioni politiche cosa farete?

Questo movimento certamente genererà una scelta alle politiche e una alle regionali. Ancora non è neanche nato, saranno gli amministratori, i sindaci, gli assessori e i consiglieri che aderiranno a decidere che scelte compiere.

Che presenza è immaginabile per le politiche?

Dipenderà dal sistema elettorale, allo stato delle cose non si capisce al Senato come si vota. Probabilmente il sistema potrebbe essere compatibile con la nostra formazione. Confermo però che è ipotizzabile una presenza di questo grande movimento civico anche alle politiche, compatibilmente con quelle che saranno le caratteristiche tecniche della legge. La volontà c’è.

Ma lei è di destra o di sinistra?

Se mi fossi ritenuto di destra o di sinistra non mi sarei dato tanto da fare per creare un contenitore di questo tipo.

All’Aquila perché non è avvenuto nulla di simile a Sulmona o Avezzano?

Sull’Aquila non è accaduto nulla di simile perché oggi è una città molto complessa a seguito dell’evento del 2009, per arrivare a fare quello che è stato fatto anche altrove, e non solo ad Avezzano e Sulmona, ma anche, per esempio, ad Atessa, ci vorrà un altro po’ di tempo. Senz’altro l’idea c’è.

La conquista di Avezzano non significa solo l’avanzata del civismo, ma apre una crepa anche in Regione. Ci sono state reazioni o è un argomento tabù?

C’è semplice rispetto istituzionale.