L’AQUILA “L’entrata in vigore della legge 28/2011 ‘sta causando disservizi e ritardi che avranno ricadute negative sul semplice cittadino, che vedrà procrastinato di mesi il momento dell’inizio lavori con probabile aumento dei costi; sulle imprese, specie quelle di piccola e media dimensione; sui professionisti’.
Questo un passaggio della lettera aperta che la Federazione regionale degli Ingegneri abruzzese ha inviato al presidente della Regione Abruzzo Luciano D’Alfonso, alla Giunta e al Consiglio regionali, “ricordando le gravi difficoltà esistenti nell’attuazione della norma e il conseguente impasse che ne deriva”.
Dopo la premessa, “Non è certo nostra intenzione contrastare o contestare l’entrata in vigore e quindi l’introduzione di norme a tutela della pubblica incolumità, poiché per gli ingegneri pensare e realizzare strutture antisismiche sicure è una procedura normale, anzi un obbligo”, l’affondo nella missiva che entra nel metodo e merito della legge”.
“I disservizi – si legge – andranno ad aumentare le criticità, già pesantissime, attualmente riscontrabili negli uffici del Genio Civile delle varie province, si pensi infatti che quelli di Pescara, Teramo e Chieti ad oggi osservano un arretrato di circa 700-800 pratiche ciascuno, con tempi di rilascio dell’avvenuto deposito che superano i 100 giorni. Allo stato peraltro non si conosce neanche la sorte di queste migliaia di pratiche già consegnate”.
“Perché la Regione – si chiedono poi gli ingegneri – pur di affermare che è stata in grado di far entrare in vigore la norma, ha di fatto coscientemente disatteso quella parte della normativa nazionale che prevede la consegna ai Sue o ai Suap comunali delle pratiche?”.
Illustrissimi signori in indirizzo,
in relazione alla Legge Regionale in oggetto, la Federazione degli Ordini degli Ingegneri della regione Abruzzo, a pochi giorni dall’entrata in vigore definitiva avvenuta il 16 marzo u.s., non può esimersi dal segnalare quanto questa nuova norma stia causando disservizi e ritardi che avranno ricadute negative sia in campo professionale che sulle attività delle imprese regionali, soprattutto di piccola e piccolissima dimensione e infine sul semplice cittadino che vedrà procrastinato di mesi il momento dell’inizio lavori con più che probabile aumento dei costi.
I disservizi andranno inoltre ad aumentare le criticità, già pesantissime, attualmente riscontrabili negli uffici del Genio Civile delle varie provincie; si pensi infatti che gli uffici di Pescara, Teramo e Chieti ad oggi osservano un arretrato di circa 700-800 pratiche ciascuno, con tempi di rilascio dell’avvenuto deposito (vecchia normativa) che superano i 100 giorni. Allo stato peraltro non si conosce neanche la sorte di queste migliaia di pratiche già consegnate: saranno comunque istruite dagli uffici provinciali oppure trasleranno alla competenza regionale? E cosa ne sarà dei diritti di istruttoria che in alcuni casi (Pescara – € 100,00) sono stati già versati alla Provincia di competenza? E’ stato chiarito definitivamente che le pratiche già depositate o in itinere ed in attesa di rilascio, seguiranno regole strettamente legate alla previgente normativa? Fino a quando questo sarà possibile?
Perché la regione, pur di affermare che è stata in grado di far entrare in vigore la norma, ha di fatto coscientemente disatteso quella parte della normativa nazionale (DPR 380/01 e s.m. ed i.), che prevede la consegna ai SUE o ai SUAP comunali delle pratiche? (nota RA/52761-DPC29 del 10.03.2016)
Questa comunque è la situazione attuale e, a nostro parere, un maggiore coinvolgimento degli attori principali avrebbe portato ad affrontare e risolvere queste problematiche PRIMA della entrata in vigore della nuova norma.
Come pure andava affrontato in anticipo il problema della organizzazione degli uffici preposti, in termini di quantità e soprattutto qualità del personale addetto.
Si premette, con forza, che non è certo nostra intenzione contrastare o contestare l’entrata in vigore e quindi l’introduzione di norme a tutela della pubblica incolumità, anche in considerazione del fatto che il territorio regionale risulta particolarmente vulnerabile al sisma; per gli Ingegneri, pensare e realizzare strutture antisismiche sicure è una procedura normale, anzi un obbligo perché rispetta il diritto del cittadino di vivere e frequentare edifici sicuri.
Ciò nonostante non possiamo condividere il metodo adottato dalla Regione Abruzzo, che nello specifico, pur conscio dell’assenza quasi totale dei SUE comunali e sapendo di non aver all’interno della propria struttura uomini e mezzi in grado di fronteggiare le pesanti e innovative ulteriori attività istruttorie che la norma richiede, ne ha promulgato l’entrata in vigore.
La Regione si trova adesso davanti alla necessità di dotare il servizio di personale “competente”, poiché la nuova norma promulgata impone un controllo accurato che dovrà essere svolto da tecnici laureati nelle discipline strutturali e non, come si apprende da voci circolanti, residui di addetti di Abruzzo Engineering dei quali solo alcuni hanno una formazione universitaria adatta a sopportare la nuova sfida.
Non è dato ancora conoscere quali sono le sedi dei Geni Civili regionali e se le attuali sedi distaccate provinciali saranno conservate oppure no.
Un altro aspetto che preme evidenziare riguarda la Relazione Sintetica approvata e pubblicata di recente, che dovrebbe fornire un utile aiuto agli istruttori delle pratiche.
Questa Federazione è stata coinvolta sulla stesura della versione finale del regolamento, sul quale il lavoro concordato tra regione e tecnici ha portato a risultati accettabili; successivamente si è tentato di coinvolgerci anche sulla relazione sintetica ma dopo aver dichiarato pubblicamente la nostra disponibilità, abbiamo fatto presente che i tempi previsti per la redazione di un testo concordato e funzionale superavano la prevista entrata in vigore della norma.
La Regione, invece, motu proprio, non teneva conto della disponibilità manifestata e nello spirito di andare avanti comunque (pur sbagliando) approvava pubblicando, congiuntamente allo schema di Relazione Sintetica, anche una serie di schede (check list) con carattere sperimentale (cosa significa?), che appaiono non complete, estremamente complesse e che allo stato risultano inutili senza l’implementazione di un sistema informatico che sia in grado di coadiuvare l’operato del tecnico istruttore.
Questa Federazione pertanto contesta l’adozione delle schede di “check list” sperimentali, e ne chiede l’annullamento e la rimozione dal portale, almeno fino a quando tali strumenti, una volta concordati, non vengano calati all’interno di un supporto informatico ben definito e messi a disposizione di personale con la competenza che il rilascio di una autorizzazione sismica merita.
Restando in argomento di acquisizione pratiche con procedure informatiche, non è dato sapere a quale punto di definizione è l’allestimento del sistema “MUDE” commissionato profumatamente all’ARIT, eppure nelle interlocuzioni avute era stato assicurato l’inizio della sperimentazione già dal gennaio passato.
Si ritiene comunque che in questa materia necessario ed imprescindibile sia il coinvolgimento della nostra categoria ed il nostro apporto per la revisione e miglioramento di uno strumento normativo di fondamentale importanza per la Regione Abruzzo.
Fiduciosi nell’accoglimento della richiesta si resta in attesa di comunicazioni in merito.
Il Presidente della Federazione Regionale






