L’AQUILA – “La televisione vuole sdoganare i bulli? L’ironia e la satira sono il sale della vita, ma i confini devono essere chiari ed inequivocabili. Adoro Crozza: attraverso la satira ha dato vita a personaggi così riconoscibili da superare, per notorietà, le persone reali da cui nascono. Le scenette in cui Crozza ridicolizza il ministro Urso, però, sono un’offesa pesante e di cattivo gusto”.

Lo dichiara Roberta Galeotti (Corecom Abruzzo).  “Se Crozza fosse in una qualunque classe italiana, di qualunque ordine e grado, e ridicolizzasse un suo compagno in quel modo sarebbe duramente redarguito dal docente. Avere un disturbo fonologico, o una incertezza nella lettura, o la dislessia, o la discalculia significa avere una difficoltà, ormai riconosciuta dalla legge. Si chiamano disturbi specifici dell’apprendimento (Dsa), la dislessia, ad esempio, è un dsa di origine neurobiologico, che comporta difficoltà nella lettura fluida, accurata e nella comprensione dei testi”.

“Nella dislessia, la maggiore difficoltà riconosciuta è proprio la lettura ad alta voce e in classe si dispensano i bambini dalla lettura ad alta voce, proprio come misura dispensativa posta per abbassare lo stress ed aiutare l’autoefficacia. Come sosteniamo sempre nel mondo inclusivo delle nostre scuole: la persona non deve essere mai rappresentata dal suo deficit. Dovremmo rendere merito alla determinazione con cui il Ministro affronta a testa alta un discorso scritto, da leggere ad alta voce davanti a decine di telecamere (e nessuno di noi sa quanto possa costargli anche in termini di stress emotivo!). Vogliamo un mondo inclusivo: che esempio stiamo dando ai nostri bambini? Sono un’insegnante di sostegno, oltre che una giornalista, e non ci sto a vedere azzerati tutti i nostri sforzi! Crozza sbaglia e il direttore del Canale 9 non avrebbe dovuto mandarlo in onda o permettergli di continuare”.

“Creare dei personaggi su delle caratteristiche personali deve avere dei limiti e non deve prevaricare l’insegnamento di inclusione che ogni giorno cerchiamo di veicolare, in tutti gli ordini e gradi della scuola italiana. Ridicolizzare e prendere in giro una persona con delle difficoltà non è simpatico e non fa ridere: non può passare come pratica quotidiana accettata, proprio perché sdogana il bullismo. La lotta al bullismo parte anche da questa consapevolezza”.

“Come componente del Corecom Abruzzo, organo da sempre impegnato a combattere il bullismo in tutte le sue forme, auspico che l’editore del Canale 9 del digitale terrestre, Warner Bros. Discovery Italia, e il direttore del canale, Aldo Romersa, accolgano questa riflessione ed esortino Crozza a rientrare nei parametri di una satira sana e consapevole”.