CAPESTRANO – Pienone e tanta commozione al Castello Piccolomini di Capestrano (L’Aquila), dove il capo dipartimento della Protezione civile, Franco Gabrielli, ha ricordato Sandro Spagnoli e gli altri due volontari dell’associazione Nuova Acropoli, Flavia Spagnoli e Domenico Parisse, deceduti la notte del 6 aprile 2009
In occasione dell’inaugurazione del 31° campo scuola dell’associazione, l’ex prefetto del capoluogo ha consegnato una onorificenza a Giuliana Spagnoli, sorella di Sandro e direttrice nazionale Nuova Acropoli. Presenti anche Giustino Parisse e la moglie Dina.
“Non è una decorazione – ha spiegato Gabrielli – ma il processo si è avviato ed è la prima volta che dedichiamo un riconoscimento alla memoria di qualcuno”.
Toccante il ricordo della figura di Spagnoli affidato ai “suoi” volontari, quelli che aveva forgiato e che hanno svolto il loro dovere nella notte più lunga, quella di tre anni fa.
“Hanno pensato agli altri prima che a se stessi, proprio quello che avresti chiesto loro”, ha concluso Giuliana Spagnoli.
I VOLONTARI E LA FORMAZIONE
Parlando con AbruzzoWeb, Gabrielli ha ricordato che i volontari sono “una componente essenziale del sistema di protezione civile” e ha lodato l’associazione, “sono persone serie”. Si è soffermato particolarmente sul concetto di formazione, su cui Spagnoli insisteva molto.
“Nulla si improvvisa nella vita, a maggior ragione nel sistema di protezione civile – ha detto Gabrielli – Non vorrei che la crisi, che purtroppo è reale, con la quale ogni cittadino di questo Paese fa i conti, diventi un alibi in termini di disimpegno”.
“Credo anzi – ha aggiunto – che debba esserci un meccanismo esattamente contrario: tanto più sarà la difficoltà delle istituzioni, tanto più avremo bisogno dell’impegno, della dedizione, della capacità di fare con poco grandi cose”.
Gabrielli ha affermato di aver “visto al campo scuola i mezzi che quest’associazione ha recuperato da dismissioni di enti e rimesso in efficienza. Non è un invito ad arrangiarsi – ha chiarito – ma a far tesoro e massimizzare l’esperienza e le grandi capacità che poi per fortuna questo Paese ha”.
“MASSACRATI DAGLI INCENDI”
Parlando della situazione attuale italiana, proprio nel giorno in cui ha preso fuoco la pineta aquilana di Roio Gabrielli ha ammesso che “in questi giorni siamo massacrati dagli incendi, in queste ore alcuni territori del Paese, come la Sicilia, sono avvolti dalle fiamme. Al contempo ci sono altre parti del Paese dove la pioggia intensa, significativa, nel giro di poche ore produce danni e sconquassi. Non sarò un facile profeta a dire che l’autunno si presenterà purtroppo gravido di tutte queste cose”.
“La differenza – ha aggiunto – la farà sì il sistema e le sue componenti, ma anche la capacità di ogni singolo territorio di dare e trovare risposte al suo interno. Questo è l’insegnamento e il messaggio di Sandro Spagnoli”.
“GIUSTA LA FINE EMERGENZA. LEGGE BARCA MODELLO DI RICOSTRUZIONE”
Inevitabile poi parlare di terremoto e ricostruzione. “Credo fosse giusto mettere un punto sull’emergenza, il ministro Barca ha provato a tracciare un modello di ricostruzione: questa è la vera sfida di questa legge”, ha detto Gabrielli.
“Il ministro Barca – ha proseguito – dice una cosa che condivido: abbiamo un buon sistema di governo delle emergenze, al netto di polemiche e strumentalizzazioni. Quello che manca nel nostro Paese è invece un altrettanto adeguato sistema di ricostruzione, visto che abbiamo avuto innumerevoli casi, modelli e tipologie”.
Quanto allo stato della ricostruzione, Gabrielli ha detto che “passando vedo che si aprono cantieri in più, da questo punto di vista ho sempre avuto la percezione che il meccanismo all’Aquila andasse avanti, non ho mai avuto la percezione di una città completamente ferma”.
Il problema, per l’ex prefetto, “è un altro, l’ho sempre detto anche quando ero prefetto: non la ricostruzione degli edifici – ha spiegato – ma del tessuto economico sociale che già era profondamente compromesso prima del sisma. In questo senso la risposta non può non venire dal territorio, che deve guardare meno ad aiuti esterni ma riscattarsi attraverso le proprie eccellenze. Su questo si stenta a vedere qualcosa”.






