TERAMO – Quattro persone di origine rom avrebbero compiuto 20 furti in abitazione in varie zone d’Italia prendendo di mira soprattutto anziani.
Nel giro di quattro mesi, tra maggio e agosto 2018 la gang, composta da un uomo e tre donne – tra cui madre e figlia, di 51 e 28 anni, -, italiani di origine rom, residenti a Teramo, avrebbe racimolato un bottino di 200mila euro tra Marche, Abruzzo, Emilia Romagna, Molise e Lazio.
Sono stati arrestati a Teramo dai carabinieri della compagnia di Osimo (Ancona) sulla base di un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip di Ancona per l’accusa di associazione per delinquere finalizzata alla commissione di furti in abitazione pluriaggravati.
Le indagini sono state condotte dai carabinieri di Numana e coordinate dalla Procura di Ancona.
I colpi contestati sono stati messi a segno in varie province di Marche (Ancona, Ascoli Piceno, Fermo e Macerata), Abruzzo (Chieti, Teramo), Molise (Campobasso), Emilia Romagna (Ravenna) e Lazio (Frosinone).
Sul caso è intervenuto il ministro dell’Interno Matteo Salvini, che ha commentato: “Grazie alle Forze dell’Ordine e massimo disprezzo per i vigliacchi che se la prendono con i nostri nonni. Ora auspico per questi delinquenti un bel po’ di galera, senza sconti”.
Fingevano di dover controllare la raccolta differenziata, spacciandosi per addetti della locale azienda servizi o per carabinieri, e ripulivano le case soprattutto di anziani, facendo razzia di denaro, oggetti d’oro e altri gioielli.
Le indagini sono iniziate dopo un colpo messo a segno a Numana il 20 giugno scorso ai danni di un 77enne che si era visto sottrarre valori per circa 20mila euro, tra cui anche orologi. Approfondendo le investigazioni i militari sono risaliti a una scia di 20 furti compiuti con la stessa modalità anche fuori regione.
Alcune vittime sono cadute in depressione per la vergogna del raggiro o per essere state depredate di oggetti di valore affettivo come fedi nuziali. I malviventi, a parte il caso di una 63enne, hanno preso di mira over 70 tra cui pure due ultranovantenni di Ancona e di Giulianova (Teramo).
La modalità operativa della banda era sempre la stessa, secondo la ricostruzione degli inquirenti: si spostava, colpiva una o due volte, e ritornava in giornata a Teramo. La donna più giovane, da sola o insieme a un’altra complice, si presentava nelle abitazioni come addetta di un’azienda servizi. Mostrando una sorta di agenda con le indicazioni per la raccolta differenziata, faceva domande ‘tecniche’ per distrarre i padroni di casa.
Nel frattempo, una o due altre donne, penetravano nell’abitazione e setacciavano le stanze prelevando tutti i valori che trovavano; mentre l’unico componente maschile dalla gang faceva da palo all’esterno.
Nelle Marche i furti sono stati compiuti in provincia di Ancona (sette nel capoluogo e poi a Numana, Jesi e Osimo), a Porto Recanati (Macerata), Ascoli Piceno e Porto San Giorgio (Fermo).
In Abruzzo la banda è entrata in azione a Ortona, Francavilla al Mare (Chieti), e Giulianova (Teramo).
In Molise ha colpito a Campobasso. In Emilia Romagna due raid a Cervia (Ravenna) e, in Lazio, un furto a Ferentino (Frosinone).




