MONTEREALE – “Cesaproba non ti dimenticherà mai”.

I palloncini bianchi e rosa che accompagnano l’uscita della bara danno l’ultimo saluto a Serena Durastante, la giovane mamma di Montereale che ha perso la vita a 32 anni nell’incidente stradale che domenica mattina ha sconvolto tutta la comunità di Cesaproba, frazione di Montereale dove è nata e cresciuta e dove tutti di lei conservano bei ricordi.

Centinaia le persone che oggi pomeriggio hanno preso parte al funerale che si è svolto nella chiesa delle Anime Sante di Cesaproba dove è stato allestito un maxi schermo per consentire ad amici e conoscenti di assistere alla funzione celebrata da don Fernando Maia.

Oggi la convalida dell’arresto per Mario Marini, il 22enne che quella mattina, dopo essere stato ad una festa, si è scontrato con l’auto contro quella della giovane mamma che invece stava andando a lavoro. Su disposizione del gip del tribunale dell’Aquila Giuseppe Romano Gargarella, sconterà i domiciliari nella sua abitazione di Montereale. L’accusa è di omicidio stradale, primo caso nell’Aquilano.

Disperazione e incredulità per una morte incomprensibile, un dolore di cui sono piene le lettere che la sorella e la cugina di Serena Durastante hanno letto al termine della messa. 

Tra i ricordi strazianti di una vita che si è interrotta troppo presto, traspare tutta la rabbia dei familiari nei confronti di quello ritenuto il suo “assassino”. “Non è giusto morire per una ‘bravata’, per non dire altro”, dicono tra le lacrime la sorella e la cugina di Serena Durastante.

La tristezza e l’angoscia avvolgono la comunità in un clima surreale, “Cesaproba non ti dimenticherà mai”,  promettono i palloncini degli amici che la salutano per l’ultima volta. (azz.cal.)