L’AQUILA – “Il cittadino deve comprendere che il Fascicolo sanitario elettronico non è solo un contenitore, ma un sistema dinamico che può elevare la qualità della vita, migliorare le cure, aiutare il sistema sanitario a gestire le risorse, i soldi pubblici, in maniera efficiente, ad esempio senza ripetizioni di esami già fatti, per arrivare prima ad una diagnosi certa, senza perdere tempo nella ricerca di documentazioni cliniche cartacee, talvolta di difficile reperimento”.
Così Maria Cristina Serafini, direttrice dell’Unità operativa complessa di Medicina generale dell’ospedale di Avezzano. Anche a lei, a capo di un reparto di grande importanza e afflusso di pazienti, Abruzzoweb ha chiesto di approfondire il tema del Fascicolo sanitario elettronico (Fse), il punto unico di accesso ai dati e documenti digitali di tipo sanitario e socio-sanitario generati da eventi clinici riguardanti l’assistito. Nel Fse ogni cittadino può consultare la propria storia, condividendola con i professionisti sanitari per garantire un servizio più efficace ed efficiente per la sua salute.
“L’utilità del fascicolo sanitario elettronico è enorme – conferma Serafini – , è un passo importante verso la sanità digitale, un prezioso contenitore di documentazione clinica del cittadino che permette la consultazione agli operatori sanitari con un semplice click, per poter valutare la situazione e migliorare la qualità e le prestazioni della cura del paziente”, premette la dottoressa.
In base alla sua esperienza, sottolinea poi la differenza che corre tra gli accessi in ospedale delle persone coscienti e incoscienti.
“Un paziente quando accede nella struttura ospedaliera per essere valutato si può trovare in una situazione di stato di coscienza e quindi gli viene chiesto, se non lo ha già fatto, di dare il consenso alla consultazione del suo fascicolo sanitario da parte del personale medico. E non abbiamo riscontrato mai resistenze in questo senso. In caso di incoscienza del paziente, prevale la necessità della cura del paziente per cui il personale sanitario potrà accedere comunque al fascicolo”.
Tiene dunque a sottolineare la dottoressa, “ogni consultazione del fascicolo sanitario elettronico è protetta, tracciabile, data da da tre necessità: curare il paziente nella maniera ordinaria, oppure in emergenza, oppure ancora per la salvaguardia della sanità pubblica. È importante dunque che il cittadino capisca l’importanza di dare il consenso, perché, ripeto, la privacy e la sicurezza dei contenuti è garantita e testata”.
Per quanto riguarda l’implementazione del Fse, spiega ancora Serafini, “il fascicolo sanitario raccoglie contenuti digitali sanitari del cittadino, come referti di laboratorio, radiologici, la specialistica ambulatoriale, per quanto riguarda il nostro reparto, le lettere di dimissione del paziente, che sarà così a disposizione degli altri operatori sanitari”.
Il personale medico del suo reparto ha già effettuato la formazione, organizzata dalla Asl, e assicura Serafini, “è andato tutto liscio, non ci sono state particolari difficoltà nell’acquisire le competenze tecniche necessarie per l’implementazione e la consultazione, con lezioni in presenza e a distanza. Un aspetto che ho potuto anche comprendere e apprezzare è che con la centralizzazione dei contenuti si può fare statistica, ad esempio su una determinata patologia presente molto di più in un certo territorio e meno in altri, elemento utile per la ricerca e la prevenzione, per l’utilizzo razionale e mirato delle risorse”.





