FRANCAVILLA AL MARE – È di matrice dolosa l’incendio scoppiato sabato pomeriggio a Francavilla al Mare (Chieti) alla foce del fiume Alento, in mezzo alla cittadina adriatica.

Il fuoco è stato appiccato in mezzo alle sterpaglie in punti precisi e in poco tempo, a partire dalle 15.30, alte colonne di fumo si sono alzate da una parte e dall’altra del cavalcavia sul fiume.

Solo l’intervento dei vigili del fuoco ha evitato che le fiamme si propagassero in un attimo a tutta l’area e anche alle case circostanti.

Otre ai pompieri sono arrivati sul posto anche i vigili urbani e il sindaco, Antonio Luciani, che hanno potuto constatare che il rogo era stato appiccato anche sotto al ponte e, in particolare, anche all’interno dei piloni di cemento da tempo bucati per dare ospitalità a una famiglia rom che per circa un anno ha vissuto indisturbatamente in quel posto, dormendo negli spazi ricavati all’interno dei sostegni di cemento.

Circa un mese fa, però, i servizi sociali del Comune hanno convinto la famiglia a trovare una sistemazione più adeguata, nonostante le iniziali resistenze.

Il fuoco ha distrutto proprio i materassi e altri oggetti lasciati dai rom. Qualcuno ha anche ipotizzato che l’incendio fosse un avvertimento verso chiunque avesse pensato di poter tornare ad “abitare” sotto il ponte.

Nel frattempo proprio ieri è stata sgomberata un’altra famiglia di rom che aveva trovato alloggio presso l’ex hotel Vega, stabile da tempo disabitato, che già due volte è andato inspiegabilmente a fuoco dopo la sua chiusura.

Il sindaco Luciani ha detto di aver emesso una specifica ordinanza nei confronti del proprietario dell’ex hotel di viale Alcione, chiedendogli di trovare il modo per non favorire l’accesso di estranei dentro la struttura in disuso. (ar.ia.)