L’AQUILA – “Processi educativi, patrimoni e apprendimenti tra oggettualità, medialità, corporeità e virtualità. Modelli di ricerca interdisciplinari a confronto” è il titolo del convegno internazionale in programma per lunedì 11 e mercoledì 13 dicembre 2017 all’Aquila.
Organizzato dal corso di laurea in Scienze della Formazione primaria con il patrocinio della Società italiana di ricerca didattica (Sird), dell’Association for Smart learning ecosystems and regional development (Aslerd) e dell’Istituto abruzzese per la Storia della Resistenza e dell’Italia contemporanea, il convegno si svolgerà a partire dalle ore 9,00 presso l’aula magna del Dipartimento di Scienze umane dell’Università degli studi dell’Aquila, in viale Nizza.
Negli ultimi anni la “questione metodologica” nell’ambito della formazione iniziale e continua degli insegnanti – si legge in una nota dell’Ateneo – è divenuta una emergenza, anche a seguito dell’espansione delle forme di comunicazione e pratiche mediali che hanno progressivamente indotto la scuola a rivolgere un’attenzione particolare ai diversi linguaggi, testi e tecnologie, ma anche alle varie fonti oggettuali e non oggettuali per supportare adeguatamente i processi di insegnamento-apprendimento.
La ricerca educativa e interdisciplinare si è diretta, in particolare, a studiare come rendere accessibili principi e linguaggi delle diverse discipline ai futuri insegnanti, oltre che metterli in grado di leggere l’esperienza educativa facendo leva su solidi principi epistemologici e metodologici.
Guardare ai saperi disciplinari e pedagogici attraverso gli oggetti, intesi sia come oggetti della conoscenza sia come patrimoni tangibili e intangibili, aiuta a qualificare l’“azione didattica” proprio dal punto di vista metodologico, poiché sostiene i processi di insegnamento contribuendo a raffinare le strategie impiegate per mettere in grado tutti gli allievi di interpretare, comunicare e utilizzare precisi insiemi di segni e simboli culturali.
Il convegno, a partire dalle potenzialità didattiche e formative degli oggetti, materiali e virtuali, e dei nuovi media, incentra l’attenzione su processi e pratiche educative capaci di connettere ricerca educativa, ricerca interdisciplinare, formazione degli insegnanti e competenze degli studenti.
Le due sessioni principali del Convegno, denominate “Gli oggetti” e “I patrimoni”, testimoniano la necessità di assicurare, a tutti i livelli dell’istruzione e della formazione, generi di trasposizione didattica incentrate sul rapporto oggettualità/virtualità in riferimento a pratiche scientificamente fondate.
Si tratta di alimentare un dibattito che si focalizzi sull’importanza di utilizzare didatticamente le diverse fonti disponibili, oggettuali e non oggettuali, per consentire agli individui di accedere più facilmente ai diversi saperi disciplinari per raggiungere una piena padronanza dei loro linguaggi e ai differenti repertori simbolici della cultura per acquisire nuove capacità interpretative: tutto ciò con l’intento di perseguire quel rinnovamento metodologico-didattico troppo spesso più anelato che realizzato.




