L’AQUILA – “L’albero dello Stato vuole tagliare un suo ramo, il Corpo forestale dello Stato, senza capire che non si tratta di un ramo secco, ma dell’unico Corpo fedele alla Patria, servitore dello Stato, sorvegliante della Madre Terra”.
Questo il clou di un accorato appello rivolto, in forma di lettera aperta, dalla la segreteria regionale Abruzzo dell’Unione generale lavoratori del Corpo forestale dello Stato al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che domani sarà all’Aquila in visita ufficiale, per protestare contro l’ipotesi di soppressione e accorpamento.
LA LETTERA COMPLETA
Signor Presidente,
lunedì 16 novembre, con la Sua presenza, renderà omaggio alla città di L’Aquila: è quindi doveroso un ringraziamento da parte nostra, come cittadini aquilani, per l’attenzione che Lei sta mostrando verso questo territorio.
Ma riteniamo altrettanto doveroso, come appartenenti al Corpo Forestale dello Stato, operante in questo territorio, rappresentarLe il lavoro che questa Amministrazione dello Stato ha reso in soccorso alle popolazioni colpite dal terremoto del 6 aprile 2009 e l’attenzione investigativa posta nella fase della ricostruzione.
Siamo certi che la Sua visita all’Aquila sarà accompagnata da personale in divisa, Generali e alti Dirigenti dello Stato, non del Corpo Forestale dello Stato, che avranno modo e ne approfitteranno per presentarLe il loro lavoro che, come storicamente noto, ben mostrano.
Noi invece, che del resto siamo poche unità, siamo i “pochi” che il Presidente del Consiglio vuole cancellare con un colpo di spugna, eppure abbiamo molto più di altri da presentare e mostrare, ma non ne avremo la possibilità. E allora lo facciamo indirettamente tramite questa lettera.
Egregio Presidente, La porteranno in visita davanti alla “Casa dello Studente”, simbolo di questa enorme tragedia, simbolo di morte e di sofferenza, ma diventata anche simbolo di giustizia e di presenza forte dello Stato. Se hanno scelto di farLe visitare questo “monumento di morte” è perché la giustizia, amministrata dallo Stato, per una volta, ha vinto.
Con il lavoro duro e incessante delle donne e degli uomini del Corpo Forestale dello Stato, al servizio dell’Autorità Giudiziaria, sono state svolte, in tempi record e con approfondita investigazione, le indagini relative al crollo di questo edificio (cosi come di altri 198), giungendo presto all’individuazione dei responsabili in modo da contribuire alla definizione del processo e giungere alla condanna dei responsabili.
Egregio Presidente, la porteranno a visitare Onna, emblema della distruzione e del dolore, paese cancellato dalla forza del terremoto, distruzione di una comunità. Ma nelle ore, nei giorni, nei mesi dopo il terribile evento fu deciso che la sorveglianza su tutto l’abitato di Onna, sulle macerie, sulla sicurezza dei cittadini, ma soprattutto sul tessuto sociale di questa comunità, fosse affidata unicamente al Corpo Forestale dello Stato. Ogni cittadino di quella frazione potrà raccontare con quale presenza e dedizione ogni operatore del Cfs, in rappresentanza dello Stato Italiano, ha operato giorno e notte.
Egregio Presidente, l’attenderanno gli studenti dell’Università degli Studi dell’Aquila. In ognuno di loro resterà indelebile il ricordo di questo momento. Avranno la fortuna di appartenere alla storia di questa città e dell’Italia.
Ma non possiamo dimenticare che il 6 aprile 2009 l’ateneo del capoluogo abruzzese, in particolare la facoltà di Ingegneria di Roio, fu distrutta dal terremoto, e solo la fortuna che l’evento si verificò di notte scongiurò una tragedia di proporzioni storiche. L’efficientissima magistratura aquilana avviò le indagini per risalire alle cause del crollo dell’Università.
Furono impiegati, in molte di queste inchieste, Ufficiali del Corpo Forestale dello Stato (ingegneri) per compiere quelle perizie che consentirono alla pubblica amministrazione dello Stato, oltre a una notevole celerità investigativa, un notevole risparmio economico poiché non furono richieste parcelle.
Egregio Presidente avremmo ancora molte cose da esporre e da mostrare, come per esempio le indagini ultime sui cedimenti strutturali del Progetto C.a.s.e. e la relativa messa in sicurezza delle famiglie occupanti, abbiamo eseguito, su disposizione dell’Autorità Giudiziaria, il sequestro di 800 balconi, entrando in punta di piedi in 450 appartamenti, ascoltando la storia e i problemi di altrettante famiglie.
Ci siamo occupati di smaltimenti illeciti di rifiuti legati alle demolizioni e alle macerie. Potremmo parlare delle indagini sulla ricostruzione. Potremmo dire, soprattutto, del personale che non ha mai lasciato i presìdi periferici, garantendo a ogni cittadino, soprattutto a ogni anziano o famiglia di luoghi più lontani, la propria presenza. Potremmo dire molte cose, ma nessuno ha mai voluto ascoltarle.
All’albero dello Stato si vuole tagliare un suo ramo, il Corpo forestale dello Stato, senza capire che non si tratta di un ramo secco, ma dell’unico Corpo fedele alla Patria, servitore dello Stato, sorvegliante della Madre Terra.
Benvenuto all’Aquila, Egregio Presidente.





